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Alessandro Panci eletto presidente del Consiglio nazionale degli architetti

Alessandro Panci eletto presidente del Consiglio nazionale degli architetti

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Alessandro Panci, 49 anni, architetto di Tivoli, è stato eletto presidente del Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (Cnappc). La nomina rinsalda il rapporto con l’Ordine degli architetti di Roma, che Panci ha guidato dal 2021 al 2025, e rappresenta un passaggio di rilievo per la comunità professionale di Roma e del Lazio.

Il profilo e il legame con Roma

Professionista con un percorso consolidato nel territorio, Panci proviene dall’Ordine di Roma, dove ha seguito i temi centrali della trasformazione urbana e della qualità dello spazio pubblico. La sua elezione al vertice nazionale è letta come un segnale di coesione istituzionale e come opportunità per valorizzare il contributo dei professionisti romani nell’attuazione delle politiche per le città.

La squadra alla guida del Consiglio

Il nuovo presidente lavorerà per i prossimi cinque anni con una squadra che rappresenta 150 mila architetti italiani. Alla vicepresidenza sono stati designati Salvatore La Mendola e Veronica Leone, mentre Cristiano Guernieri ricoprirà il ruolo di segretario e Francesco Livadoti quello di tesoriere. Un assetto pensato per rafforzare il coordinamento tra gli Ordini territoriali e il Consiglio nazionale, con un’attenzione specifica ai dossier che riguardano Roma e le principali aree metropolitane.

Le prime parole del presidente

In apertura di mandato Panci ha dichiarato «Pronti a dare un contributo operativo per il Piano Casa nazionale che non deve essere solo risposta quantitativa al fabbisogno abitativo, ma leva strategica per migliorare le città e i territori».

La posizione dell’Ordine di Roma

Soddisfazione dall’Ordine degli architetti di Roma, che ha sostenuto la candidatura. Il presidente degli architetti romani, Christian Rocchi, ha sottolineato la necessità di superare ogni distanza tra le istituzioni ordinistiche: «Per troppi anni il Consiglio nazionale e l’Ordine di Roma si sono guardati in modo sospetto. Dubbi che non hanno motivo d’essere: chi ha impegni ordinistici deve avere come unico obiettivo il miglioramento della nostra società. Professionisti preparati realizzano città più vivibili e funzionanti che rendono migliori anche i cittadini».

Rocchi ha poi chiarito l’impegno del Consiglio romano a supporto della nuova governance nazionale: «Non solo congratulazioni, ma ringraziamenti sentiti agli eletti per essersi fatti carico di un gravoso percorso. Siamo servitori pubblici e, come tali, dobbiamo tutelare l’onorabilità della nostra istituzione a garanzia degli iscritti e della collettività. Il nostro Ordine rimarrà a piena disposizione della comunità: per l’architettura e per il bene comune».