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Al liceo Giulio Cesare scatta la protesta: picchetto e poi corteo dopo la "lista stupri"

Al liceo Giulio Cesare scatta la protesta: picchetto e poi corteo dopo la "lista stupri"

lista stupri

Al liceo Giulio Cesare, nel quartiere Trieste di Roma, è scattata la mobilitazione degli studenti dopo la comparsa in un bagno al secondo piano della scritta «lista stupri» con i nomi e cognomi di otto studentesse e uno studente. Oggi è previsto un picchetto, concepito come presidio simbolico e informativo, che non impedirà l’ingresso a chi intenda seguire le lezioni. L’iniziativa punta a tenere alta l’attenzione e a chiedere una gestione più chiara della vicenda da parte della dirigente scolastica.

Le richieste degli studenti

Gli studenti respingono ogni tentativo di ridimensionare l’accaduto, definito da molti come un messaggio allusivo e violento. Nel comunicato dei rappresentanti d’istituto si legge: «Molti di noi percepiscono che, di fronte a questi problemi, la priorità della dirigente scolastica sia stata quella di proteggere l’immagine dell’istituto più che di affrontare le difficoltà in modo trasparente e concreto. Non siamo qui contro una persona. Siamo qui per un principio: una scuola è credibile non quando appare perfetta, ma quando sa riconoscere, ascoltare e intervenire». Gli studenti ricordano anche l’impegno maturato intorno al 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, sottolineando la necessità di interventi concreti.

Collettivi e temi al centro del dibattito

Il presidio di oggi segue il flash mob di sabato e coinvolge il collettivo transfemminista Zero Alibi, da tempo riferimento degli studenti su educazione e prevenzione. «Abbiamo provato a includere questi argomenti nei corsi proposti alle assemblee di istituto — dicono le rappresentanti del collettivo — ma troviamo spesso difficoltà a farli passare e approvare». Nelle chat dei liceali è emersa anche la riflessione sul significato della scritta: «Chi lo ha scritto ci considera degli oggetti — ribadisce una delle ragazze della lista — e proprio per questo il messaggio era indirizzato contro chi vuole cambiare questa mentalità».

Verso il corteo nel quartiere

Per venerdì 5 è annunciato un corteo nel quartiere Trieste, con la partecipazione di altri collettivi scolastici, associazioni femministe e realtà impegnate nella difesa delle donne, per portare il tema fuori dalle aule. Nelle conversazioni tra studenti rimbalza la richiesta di accertare le responsabilità: «Il responsabile va individuato».