Almeno duemila persone si sono date appuntamento nel pomeriggio al Circo Massimo per aderire alla protesta degli over 50 che da oggi, per effetto delle misure introdotte dal Governo Draghi, non potranno più lavorare se privi di vaccinazione. All'indomani della manifestazione no-vax di lunedì 14 febbraio, Roma torna teatro di una protesta contro le misure messe in atto nell'ambito della strategia contro il virus. Manifestazione che, peraltro, sembra riuscita decisamente meglio rispetto a quella di 24 ore prima, nonostante l'organizzazione sia corsa soltanto di social in social senza l'eco mediatica della stampa che invece aveva caricato di tensione l'evento No-vax andato in scena tra piazza Venezia e appunto il "catino" del Circo Massimo. Una location che a quanto pare i promotori non avrebbero chiesto: “Ci hanno assegnato il Circo Massimo per far sembrare che siamo pochi", ha dichiarato il vice presidente della Federazione sindacati intercategoriali, Ciro Silvestri, che dal palco ha anche invitato i promotori a "sparpagliarsi" per ridurre al colpo d'occhio gli spazi vuoti.
In piazza precari e dipendenti pubblici
Una protesta ovviamente ispirata dal tam tam social che, attraverso i canali di Telegram e di Facebook, ha ovviamente intercettato la rabbia ed il disappunto di quanti sono stati di fatto privati dal diritto al lavoro per un obbligo vaccinale contestato da una minima parte di politici e giuristi e ancora meno di medici e scienziati. Inutile nasconderlo, ragionevolmente stavolta dietro la loro presenza fisica si nasconde la disperazione, ma anche rabbia ed amarezza al punto che, c’è anche chi si è presentato da solo, come Pamela, che confessa ai cronisti dell’AdnKronos: “Non ho mai partecipato ad alcuna manifestazione, sciopero o protesta, ma stavolta ho pensato fosse giusto. Sono una insegnante di scuola media e superiore, ma anche mamma di due bambini. Mi sono sempre vaccinata, anche per andare in Africa, ma questo non mi ha mai convinto, non sono sicura, vorrei poter scegliere. Eppure mi sono già ritrovata a rifiutare 27 chiamate, perché obbligata a vaccinarmi, e se non muoio di Covid rischio di morire di fame, senza stipendio”. A farle eco anche Franco, che racconta: "Da 20 anni sono elicotterista dei vigili del fuoco del reparto di volo di Ciampino. redo fermamente che questo siero sperimentale, che non è un vaccino, abbia potenziali rischi per un pilota e ne faccio un discorso di sicurezza: risulto assente ingiustificato ma non mi vaccinerò, nessun ripensamento”.