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Agguato al Corviale, coppia aggredita stile "Arancia meccanica"

Agguato al Corviale, coppia aggredita stile "Arancia meccanica"

le repliche di armi sequestrate dalla polizia

Un agguato in piena notte stile "Arancia meccanica", quello vissuto da una coppia di fidanzati a Roma in zona Corviale. Un gruppo di uomini li ha accerchiati nei pressi di Largo Emilio Quadrelli per aggredire prima l'uomo a calci, pugni e con una mazza da baseball e minacciare quindi la donna con una pistola puntata alla testa.

Agguato al Corviale stile Arancia meccanica, botte e terrore per una coppia di fidanzati

L'uomo è stato afferrato al collo con forza, quindi picchiato per buttarlo giù da un muretto. Per riuscirci sarebbe stato preso anche a colpi di mazza da baseball su un braccio. La vittima ha alzato lo sguardo rendendosi conto tra le violenze che intanto la fidanzata era tenuta ferma sotto la minaccia dell'arma “molto simile a quelle che usa la Polizia, ma forse più piccola” ha poi raccontato la vittima.

Rintracciati e denunciati tre romani

L'incubo è finito con la fuga della coppia di fidanzati che arrivati a casa hanno chiamato i soccorsi denunciando tutto alla polizia. Un'indagine lampo degli agenti dell’XI Distretto San Paolo ha portato a rintracciare tre romani un 19enne, un 25enne e un 48enne sorpresi a casa e denunciati. Il più giovane aveva repliche di armi di vari modelli, ma anche un taser perfettamente funzionante e delle munizioni.

L'incubo in piena notte al Serpentone

L'incubo è iniziato nella notte di lunedì scorso, 3 febbraio, al Serpentone. La coppia è stata accerchiata e aggredita, dal gruppo che avrebbe prima cercato di far cadere l'uomo da un muretto stringendolo per il collo, per poi colpirlo con calci e pugni e e quindi anche al braccio con una mazza da baseball. Solo quando la vittima, un 52enne romano, è riuscito a sottrarsi ai colpi e si è voltato alla ricerca della fidanzata, si è accorto che la donna era minacciata dai suoi stessi aggressori che le puntavano una pistola in faccia.

Una volta a casa e al sicuro le vittime hanno chiamato il 112 raccontando l'orrore e chiedendo soccorso per l'uomo medicato al pronto soccorso, con una prognosi di sette giorni. Le indagini avviate subito hanno consentito, in poco più di 24 ore, di individuare ed intercettare, grazie alle descrizioni fornite dalle vittime, tre degli aggressori, che sono stati colti di sorpresa nelle proprie case dagli agenti del Distretto San Paolo.

Le perquisizioni

Le perquisizioni hanno consentito di trovare a casa del' 19enne: uno storditore elettrico perfettamente funzionante, munizioni di vario tipo ed repliche di armi. Tra queste anche la pistola che sarebbe stata usata per minacciare la donna: senza tappo rosso, ma simile a quella in dotazione alle forze dell'ordine.

I tre sono stati denunciati all’autorità giudiziaria e sono in corso ulteriori approfondimenti per ricostruire la dinamica dell’episodio ed assicurare alla giustizia gli altri componenti del gruppo che hanno preso parte all’aggressione.