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Aggressioni ai sanitari a Roma e nel Lazio, numeri choc, soprattutto tra le donne

Aggressioni ai sanitari a Roma e nel Lazio, numeri choc, soprattutto tra le donne

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Aggressioni al personale sanitario in crescita, soprattutto tra le donne: i dati
I casi più frequenti sono tra le infermiere, ma questo è solo l'inizio. Lo studio della Sapienza e del Sant'Andrea, sulla scia degli ultimi episodi avvenuti nell'ospedale universitario traccia un quadro allarmante. Rocca sintetizza: "Fenomeno disgustoso"

Aggressioni ai sanitari, pericolo costante, specie per le donne

Insulti, minacce, aggressioni, tanto fisiche quanto verbali: tutto ai danni del personale sanitario. Casi che sono sempre più frequenti. Soprattutto nel reparto di Psichiatria e, a ruota, in pronto soccorso. E, il numero delle donne che ne sono vittime è il doppio di quello degli uomini.

I dati arrivano da uno studio, condotto dalla Sapienza e dal Sant’Andrea, e pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Healthcare, che ha studiato 209 casi di aggressioni ai danni di medici e infermieri, dal gennaio 2019 al dicembre del 2023, nell’ospedale universitario.

Dalla ricerca, pubblicata a poche settimane dalla giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, il 12 marzo, si evince un aumento significativo dei casi, dal periodo aprile-giugno 2019 a gennaio-marzo 2021. L'andamento è rimasto stabile senza sostanziali variazioni da quest’ultimo lasso di tempo a dicembre 2023.

Le vittime sono più che altro donne (132 su 209) e infermiere (100 casi). In più della metà dei casi (107 su 209) si parla di aggressioni verbali. Inoltre, ci sono 25 casi di violenze fisiche e 63 di aggressioni sia fisiche che verbali. Gli episodi si registrano durante i turni mattutini (dalle 8 alle 14): si contano in questa fascia oraria 85 aggressioni. A seguire il turno pomeridiano (14-20) con 72 casi e quello notturno (50 episodi). Responsabili delle violenze sono (150 su 209), quasi sempre pazienti. Mentre in 49 si tratta di familiari o visitatori.

Il reparto in cui le violenze avvengono in maniera più frequente (36.2% dei casi) è quello di Psichiatria. Il dottor Stefano Ferracuti, professore ordinario del dipartimento di Neuroscienze umane della Sapienza e risk manager del Sant'Andrea, fornisce un importante elemento di riflessione: "Il disagio sociale è in aumento" sottolinea, e gli unici punti di approdo sono rimasti "gli ospedali e le carceri".

Ferracuti indica inoltre che lo studio, pubblicato a febbraio di quest'anno, è solo l'ultimo di una lunga serie di lavori prodotti sul problema delle aggressioni al personale sanitario: "Cerchiamo di capire in modo approfondito il fenomeno per capire come intervenire - chiarisce -. Verificando cosa abbia portato all'aggressione, se ci sono nell'ospedale problemi logistici o di sovraffollamento che possono favorire questi episodi. Va detto anche che, fino a pochi anni fa, le aggressioni non venivano denunciate. Ora, invece, come Sant'Andrea siamo riusciti a fare dei passi in avanti, acquisendo tutte le informazioni quando avvengono questi episodi".