Aggressione al Ps del San Giovanni, infermiere preso a testate: "Emergenza sociale non solo sanitaria"
Ospite in collegamento: Fabrizio Fabbri, UGL Salute LazioNuovo episodio di violenza al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Roma: un infermiere è stato colpito durante il servizio da un paziente giunto in ambulanza. La Direzione dell’Azienda ospedaliera ha espresso "profonda indignazione e ferma condanna" per l’accaduto, l'ultimo di una lunga serie di episodi segnalati negli ultimi mesi.
La ricostruzione dell'episodio
Questa la ricostruzione fornita dalla struttura sanitaria: "Un paziente è giunto presso il nostro presidio ospedaliero a bordo di un'ambulanza di Ares 118, dopo essere stato soccorso in forte stato di agitazione presso una Casa della Comunità. Il personale medico e infermieristico del pronto soccorso è intervenuto immediatamente, prestando le cure necessarie e somministrando una terapia farmacologica volta a stabilizzare lo stato di agitazione psicomotoria del soggetto".
Nonostante l’assistenza ricevuta, il paziente ha preteso l’emissione di impegnative per specifici farmaci, una richiesta che non rientra nelle competenze né nelle possibilità normative del pronto soccorso. Al diniego "l'uomo ha reagito con estrema violenza, sferrando una testata a un infermiere e danneggiando alcuni arredi e strutture dell'area d'emergenza. L'operatore sanitario ha riportato una prognosi di 10 giorni".
La Direzione sanitaria: "Massima solidarietà per la vittima dell'aggressione"
La Direzione ha espresso solidarietà al professionista coinvolto: "Esprimiamo la massima solidarietà e il più profondo sostegno al nostro infermiere, vittima di un gesto vile e inaccettabile mentre svolgeva con dedizione il proprio lavoro. Non è tollerabile che chi dedica la propria vita alla cura degli altri debba temere per la propria incolumità fisica. Ogni atto di violenza contro gli operatori sanitari è un attacco diretto al cuore del nostro sistema di assistenza".
Sicurezza, un concetto sempre più labile per i professionisti sanitari
L’episodio riaccende, intanto, l’attenzione sulla sicurezza degli operatori sanitari e sul rispetto dei percorsi clinici in area d’emergenza. Secondo i dati della Relazione annuale dell'Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli professionisti sanitari, nel 2025 sono stati picchiati o minacciati in totale 23.367 professionisti del settore.
Violenze verbali, fisiche, psicologiche, molestie e violenza strutturale: una vera e propria emergenza sociale, non più solo sanitaria, anche alla luce del fatto che ad essere più colpite sono le donne. Il 43% dei professionisti ha subito almeno un'aggressione negli ultimi 12 mesi, e il 38,4% ha vissuto almeno un episodio nel corso della propria carriera.
Più del 70% delle aggressioni sono di tipo verbale; mentre la violenza fisica riguarda circa 1 professionista su 6. E non parliamo di episodi confinati al solo pronto soccorso: le aggressioni avvengono sul territorio, nelle RSA, nelle comunità riabilitative, negli studi privati, presso il domicilio degli assistiti, nelle scuole e durante attività di vigilanza e controllo.

