Aggressione nel carcere di Viterbo, all'istituto di Mammagialla, dove nel primo pomeriggio del 4 giugno un detenuto ha colpito un agente della polizia penitenziaria. L'episodio, avvenuto intorno alle 13,30, ha reso necessarie cure ospedaliere per le ferite e lesioni riportate dall'agente scelto, con una prognosi di 30 giorni. Il sindacato Fns Cisl Lazio ha condannato l’accaduto “con fermezza”.
L’episodio e le condizioni dell’agente
Secondo quanto riferito, il poliziotto penitenziario è stato aggredito da un detenuto all’interno del penitenziario “Nicandro Izzo” a Mammagialla. Per l’agente si è reso necessario il trasferimento in ospedale, dove i medici hanno stabilito una prognosi di trenta giorni. La Fns Cisl Lazio ha espresso “la propria solidarietà e la piena vicinanza all'agente” e ha chiesto che “per il detenuto resosi partecipe di tale aggressione è necessario un intervento immediato con provvedimenti di trasferimento in altri luoghi detentivi”.
Le criticità strutturali a Mammagialla
Il sindacato richiama l’attenzione su un quadro già noto di sovraffollamento e carenza di organico. I detenuti risultano essere 670 a fronte di una capienza di 440, con un esubero di 230 unità. Gli agenti previsti sarebbero 330, ma il personale effettivo è di 286 unità. “A tale dato - evidenzia la Fns Cisl - va sottratto il personale del Gruppo operativo mobile (Gom), quindi la carenza è di circa 70 unità. Nell'istituto la carenza di personale si registra soprattutto nel ruolo di sovrintendente con un -60% (previsti 41 ma presenti 16) e nel ruolo di ispettori, pari al -44% (previsti 29 presenti 13)”.
Le richieste della Fns Cisl Lazio
Per fronteggiare le criticità, la Fns Cisl sollecita interventi immediati. Il sindacato afferma che “c'è la necessità di compensare le perdite di personale, completare gli organici e garantire un numero di agenti sufficiente per la sicurezza e l'operatività degli istituti penitenziari. La discrepanza significativa tra gli organici previsti e le forze effettivamente in servizio crea uno sbilanciamento sul personale esistente. La carenza costringe il personale a carichi di lavoro eccessivi e un numero di detenuti per agente non sostenibile, aumentando i rischi e lo stress lavorativo”. La Fns Cisl chiede inoltre “urgentemente correttivi per evitare il ripetersi di tali criticità ribadendo la necessità di un cambiamento del sistema penitenziario, affinché gli agenti di polizia penitenziaria possano lavorare in un ambiente più sicuro. La sicurezza nei luoghi di lavoro non è un privilegio, ma un diritto fondamentale”.