Nuovo grave episodio all’Istituto Penale per i Minorenni di Casal del Marmo, a Roma. Nella serata di ieri, intorno alle 21, un detenuto straniero maggiorenne ristretto nella struttura ha aggredito un appartenente alla Polizia Penitenziaria, colpendolo al volto con un pezzo di battiscopa divelto dalla cella. L’agente ha riportato una ferita lacero-contusa che ha richiesto quattro punti di sutura, con una prognosi di sette giorni. Nel corso dell’episodio sono stati appiccati incendi e si sono verificati ulteriori disordini, che hanno reso necessario un rapido e complesso intervento del personale in servizio.
L’episodio e le condizioni dell’agente
Secondo quanto denunciato dal SAPPE, la violenza è esplosa improvvisamente e si è estesa ad altre aree del reparto, imponendo una gestione immediata dell’emergenza per la messa in sicurezza degli ambienti e delle persone presenti. Il poliziotto ferito è stato assistito e giudicato guaribile in sette giorni. La dinamica conferma una criticità crescente nella sicurezza degli istituti penitenziari, anche in ambito minorile.
La denuncia del Sappe
«Siamo di fronte all'ennesimo episodio di una violenza sempre più frequente e intollerabile nei confronti delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria», denuncia il Sappe attraverso il Segretario Generale Donato Capece e il Segretario Nazionale per il Lazio Maurizio Somma. «Non è più accettabile che chi garantisce ogni giorno legalità, sicurezza e ordine all'interno delle carceri sia esposto a rischi così elevati, spesso in condizioni operative difficilissime e con organici insufficienti».
I dirigenti del sindacato sottolineano come quanto accaduto a Casal del Marmo rappresenti l’ultimo caso di una serie di aggressioni che interessano diverse strutture sul territorio nazionale, incluse quelle minorili, dove la gestione di detenuti particolarmente problematici e violenti risulta sempre più complessa.
«Ancora una volta – proseguono – emerge con assoluta evidenza il ruolo fondamentale svolto dalla Polizia Penitenziaria, autentico presidio di legalità dello Stato nelle carceri. È grazie alla professionalità, al senso del dovere e alla straordinaria capacità di intervento dei nostri agenti che situazioni potenzialmente devastanti vengono quotidianamente contenute, evitando conseguenze ben più gravi per la sicurezza delle strutture, del personale e degli stessi detenuti».
Le richieste e la priorità sicurezza
Il SAPPE esprime solidarietà al collega ferito e rinnova l’appello all’Amministrazione della Giustizia Minorile e di Comunità e alle autorità competenti perché vengano adottate misure concrete e urgenti per rafforzare la sicurezza operativa del personale.
«Le continue aggressioni ai danni degli appartenenti alla Polizia Penitenziaria non possono essere considerate una normale componente del servizio. Occorre una risposta ferma e immediata dello Stato. Chi aggredisce un servitore delle istituzioni deve essere chiamato a rispondere severamente delle proprie azioni. La sicurezza del personale penitenziario deve diventare una priorità assoluta», concludono Capece e Somma.