Roma osserva da vicino il caso dell’affresco nella basilica di San Lorenzo in Lucina, dove una delle figure alate, dopo il ripristino del 2023, mostra un volto ritenuto somigliante a Giorgia Meloni. L’immagine del 2000, come ricostruito, non presentava quell’aspetto. Le due figure non sarebbero cherubini, ma vittorie alate: una sostiene la corona sabauda, l’altra la mappa d’Italia, richiami che inquadrano il complesso iconografico in una chiave marcatamente monarchica.
Il caso nella basilica romana
Secondo quanto emerge, l’intervento del 2023 è dello stesso autore che operò in precedenza, il pittore-restauratore-sacrestano Bruno Valentinetti. Nella discussione pubblica, lo stesso ha replicato alle contestazioni con parole chiare: «Chi lo dice che è lei? Ho restaurato quello che c'era prima». Il dipinto circonda il busto marmoreo di Umberto II, collocato nel 1985 dall’allora rettore monsignor Pietro Pintus. Prima del 2000 la parete era descritta come sobriamente monocolore attorno al monumento.
La posizione del vicariato di Roma
La diocesi capitolina ha diffuso una nota dal tono particolarmente fermo. Questo il passaggio integrale: «Il cardinale vicario di Sua Santità, Baldo Reina, prende le distanze dalle dichiarazioni di monsignor Micheletti ed esprime la propria amarezza per quanto accaduto. Avvierà nell’immediato i necessari approfondimenti per verificare le eventuali responsabilità dei soggetti in causa. Nel rinnovare l’impegno della Diocesi di Roma per la custodia del patrimonio artistico e spirituale, si ribadisce con fermezza che le immagini d’arte sacra e della tradizione cristiana non possono essere oggetto di utilizzi impropri o strumentalizzazioni, essendo destinate esclusivamente a sostenere la vita liturgica e la preghiera personale e comunitaria».
Verifiche e nodi aperti
La soprintendenza statale speciale di Roma è al lavoro sugli archivi per rintracciare eventuali tracce del disegno originario. Resta da chiarire chi autorizzò nel 2000 l’intervento decorativo dal forte richiamo monarchico, con stemma sabaudo al centro, corona e mappa d’Italia. In parallelo si pone il tema della compatibilità di un manufatto di qualità pittorica discussa con il contesto di alto valore culturale della basilica, anche alla luce del fatto che l’opera non risulta vincolata, come ammesso dalla soprintendente speciale Daniela Porro.