Qui la copertina della puntata di Extra "Affitti brevi, il Ddl del Governo salverà il mercato?"
“È l’ultimo paradosso generato dal mercato immobiliare. Mentre, complici anche i rincari, sempre più famiglie faticano a trovare un’abitazione dove poter vivere pagando spese contenute, anche in Italia dilaga il mercato degli affitti a breve termine.
Nelle città, e soprattutto nei centri storici, negli ultimi anni è andato aumentando il numero di appartamenti disponibili per locazioni anche soltanto di una notte a disposizione di turisti ma talvolta anche uomini d’affari che si scelgono il luogo dove pernottare, sfruttando le tante applicazioni digitali nate per agevolare questo tipo di mercato. La più famosa è ovviamente Airbnb, entrata negli ultimi anni nel mirino degli albergatori che la accusano di concorrenza sleale sul fronte dell’accoglienza turistica ma anche di molti sindaci che devono fronteggiare le proteste di quei quartieri, anche a Roma, in cui il proliferare di appartamenti destinati soltanto agli affitti turistici sta provocando disagi ai residenti.
A Trastevere, Rione Monti e Colosseo - tre dei quartieri che offrono buona parte degli oltre 30mila alloggi disponibili in tutta la capitale - chi vive nei palazzi dove ci sono appartamenti destinati al mercato turistico lamenta un aumento del viavai di persone in zone già segnate dalla movida e denunciano problemi di convivenza con quegli inquilini occasionali che si fermano soltanto poche ore, hanno voglia di divertirsi, fanno chiasso e poi alla fine abbandonano i rifiuti sulle scale o vicino al portone.
Ma per gli esperti il proliferare nelle località di questa forma di affitti a breve termine starebbe provocando anche mutamenti di natura sociologica: negli ultimi anni, soprattutto nelle città a vocazione turistica, chi aveva la disponibilità di un appartamento in una zona centrale ha preferito metterlo sul mercato e trasferirsi a vivere nelle periferie, con il risultato che alcuni quartieri stanno diventando veri e propri dormitori per gente di passaggio con tutte le conseguenze che questo provoca sul tessuto sociale e urbano della città.
All’estero la crociata contro Airbnb è iniziata già da qualche anno; in Italia pochi giorni fa il governo ha presentato un disegno di legge che si propone di normare un settore crescente e potenzialmente utile in un paese a vocazione turistica ma che, senza regole, rischia di alimentare soprattutto le distorsioni, come quella di non riuscire a trovare appartamenti sfitti per chi con una famiglia ha bisogno di darsi un tetto sopra la testa.”
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