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Affitti brevi a Roma: tariffe in calo e meno case disponibili

Affitti brevi a Roma: tariffe in calo e meno case disponibili

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Nella Capitale il mercato degli affitti brevi a Roma rallenta. Secondo un report dell’associazione di categoria Aigab su dati Airdna, tra aprile e luglio le tariffe medie sono scese in modo costante nonostante una riduzione dell’offerta. Nel periodo analizzato i prezzi hanno registrato flessioni mensili fino al 6%, mentre le abitazioni destinate ai turisti sono diminuite del 4%.

Il quadro del mercato a Roma

Il comparto dell’ospitalità extra alberghiera, indotto compreso, vale 7,6 miliardi. In città risultano attive 22mila abitazioni, pari all’1,5% delle 1.454.511 case. Il tasso di occupazione medio si attesta al 69% con permanenze di circa quattro giorni. Il prezzo medio per notte è di 165 euro, con punte fino a 500 euro nelle zone centrali più pregiate. Quando un alloggio viene utilizzato per almeno due terzi dell’anno il ricavo complessivo può raggiungere i 30 mila euro.

Tariffe e offerta nel secondo trimestre

Nel secondo trimestre 2026 le tariffe sono scese rispetto ai mesi precedenti. Le variazioni mensili rilevate indicano meno 6,79% ad aprile, meno 4,35% a maggio, meno 6,7% a giugno e meno 6% a luglio. La contrazione dell’offerta, pari al 4%, è legata al dopo Giubileo, quando diverse case sono tornate sfitte o sono state spostate su contratti più lunghi. L’occupazione degli immobili rimasti sul mercato è salita del 3% in sette mesi.

Le voci dei gestori

«Gli affitti brevi rispondono al bisogno di quei visitatori che, pur volendo vedere Roma, non trovano molti alberghi a tre stelle e non possono permettersi quelli di lusso – afferma Marco Celani, presidente di Aigab –. Questa soluzione è scelta più da europei e giovani, che da asiatici, arabi e australiani altospendenti. Nonostante le disdette siano cresciute del 28%, per settembre e ottobre abbiamo già il 25% di prenotazioni, ma confido che ne arriveranno di più last minute».

Adempimenti e gestione professionale

L’organizzazione dell’accoglienza richiede adempimenti burocratici e fiscali, qualità dei servizi e promozione costante dell’alloggio al miglior prezzo. Per questo molti proprietari si affidano a società specializzate. «Non è detto che chi erediti o compri un immobile sia un imprenditore – spiega Carmela Lerede dell'azienda You Come Here –. Applichiamo una commissione del 20% più Iva sul valore della locazione al netto di quanto trattengono le piattaforme. Agiamo da sostituto d’imposta per il pagamento delle tasse, garantendone allo Stato l’incasso». Ai titolari resta in media tra il 40% e il 50% del ricavato. «Per aiutarli realtà più piccole come la nostra utilizzano un approccio quasi sartoriale – dice Diodato De Chiara della De Chiara Property Management –. Ecco perché non abbiamo preso in carico tutte le strutture che ci sono state proposte. I più richiesti sono gli appartamenti con cinque o sei posti letto».