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Addio alla grande Monica Vitti, icona di bellezza e talento

Addio alla grande Monica Vitti, icona di bellezza e talento

vitti

È morta Monica Vitti, aveva 90 anni: a darne l'annuncio, questa mattina, il compagno dell'attrice Roberto Russo. Nella sua lunga carriera ha partecipato a più di 50 pellicole, ottenendo prestigiosi riconoscimenti e un grande successo di critica tanto da essere considerata un'autentica leggenda tra le interpreti più talentuose.

Icona senza tempo

La sua ultima apparizione in pubblico fu 19 anni fa alla prima di "Notre Dame de Paris", poi più nulla. Una lunga assenza dovuta a una malattia inesorabile che, giorno dopo giorno, ha cancellato tutti i ricordi di una delle più grandi attrici che il cinema italiano abbia mai avuto. Ricordi che invece sono ancora ben vividi nella memoria di tutti noi e che la pongono in un eterno presente. Maria Luisa Ceciarelli, in arte Monica Vitti, nasce a Roma, il 3 novembre del 1931. Cresce in Sicilia prima della guerra a causa del lavoro del padre e si innamora della recitazione fin dall'adolescenza. Nel 1953 si diploma all'Accademia d'arte drammatica sotto la guida di Silvio d'Amico e Sergio Tofano. Entrambi capiscono immediatamente che si trovano davanti un’attrice unica per duttilità: il primo la spinge in palcoscenico ad affrontare grandi ruoli drammatici, il secondo la porta a liberare la sua verve istrionica nella riuscita serie di commedie ispirate al personaggio del Signor Bonaventura, allora popolarissimo eroe dei fumetti. Il suo nome d’arte nasce allora (la leggenda narra che abbia scelto un cognome che le ricordasse la madre amatissima (Adele Vittiglia) e un nome che "suonasse bene" ma non fosse inflazionato) e con quello debutta nel cinema nel 1955 con un piccolo ruolo nell'Adriana Lecouvreur di Guido Salvini. Passano 5 anni e Monica diventa la musa di Michelangelo Antonioni ne L’Avventura, la notte, L’eclisse e Deserto Rosso.

L'epoca della tv e della commedia

Nello stesso periodo si presenta in televisione nei varietà del sabato sera e poi prova a confrontarsi con la commedia. Si affida a Mario Monicelli che la fa letteralmente esplodere con "La ragazza con la pistola" grazie il personaggio della timida e risoluta siciliana Assunta Patanè. Da quel momento Monica Vitti domina nel cinema italiano degli anni ‘70 lavorando coi grandi registi (da Dino Risi a Ettore Scola, da Monicelli al Luigi Magni de La Tosca) per poi trionfare in coppia con Alberto Sordi. Una carriera immensa, coronata da un Leone d'oro alla carriera che nel 1995 le viene dato da Gillo Pontecorvo alla Mostra di Venezia, oltre a 5 David, 12 Globi d'oro e 3 Nastri d'argento.

Pier Paolo Bonelli