Suor Paola, storica sostenitrice della Lazio e figura di riferimento nel panorama religioso e sociale italiano, è morta all'età di 77 anni dopo una lunga malattia. Divenuta famosa grazie alla sua presenza fissa nel programma televisivo "Quelli che il calcio" tra il 1993 e il 2005, ha saputo coniugare la sua passione per il calcio con il suo impegno nel volontariato. Nata nel 1947 a Roccella Ionica, si trasferì a Roma a vent'anni, dedicandosi interamente alla vita religiosa e all'aiuto dei più bisognosi. La sua scomparsa ha suscitato grande commozione tra i fedeli, gli sportivi e il mondo della politica, con numerosi messaggi di cordoglio.
Suor Paola e la Lazio
Sin dai primi anni della sua notorietà, Suor Paola si distinse per il suo incondizionato amore per la Lazio, squadra che sostenne con entusiasmo. La sua partecipazione a "Quelli che il calcio" la rese un volto noto tra gli appassionati di sport, specialmente durante la cavalcata della Lazio verso lo scudetto del 2000.
Nonostante alcune critiche iniziali da parte dell'ambiente ecclesiastico, la sua madre superiora le diede il via libera a partecipare al programma, riconoscendo in quell'opportunità un mezzo per promuovere le sue iniziative benefiche. Nel corso degli anni, ha stretto un rapporto speciale con i tifosi biancocelesti, che l'hanno sempre considerata un simbolo di passione e positività.
Il saluto della Lazio e dei tifosi
La notizia della sua morte ha scosso profondamente l'ambiente laziale. La società S.S. Lazio ha voluto ricordarla con un messaggio commovente sui propri canali ufficiali: "Per sempre con noi", accompagnato da una foto della religiosa con il simbolo della squadra tra le mani.
Anche i tifosi non hanno fatto mancare il loro tributo: durante l'ultima partita casalinga contro il Torino, è stato esposto uno striscione con la scritta "Suor Paola, non mollare", un ultimo omaggio alla suora che per anni ha incitato la squadra con il suo inconfondibile entusiasmo.
Il ricordo della politica
Oltre al mondo sportivo, anche la politica ha voluto rendere omaggio a Suor Paola. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato di una donna dal cuore immenso, sempre dalla parte degli ultimi. "Roma perde una figura di grande carità e speranza".
Matteo Piantedosi, ministro dell'Interno, ha sottolineato il suo instancabile lavoro nel sociale, per i più deboli, lasciando un'eredità di amore e generosità.
L'impegno sociale e il progetto So.Spe.
Oltre alla sua visibilità televisiva, Suor Paola è stata un punto di riferimento nel mondo della solidarietà. Nel 1998 fondò l'Associazione So.Spe. (Solidarietà e Speranza), con l'obiettivo di sostenere donne in difficoltà, bambini abbandonati e vittime di violenza.
La sua missione era restituire dignità a chi si trovava ai margini della società, offrendo assistenza materiale e morale. Il centro, situato nel quartiere Bravetta a Roma, divenne un punto di riferimento per molte famiglie in difficoltà.
Tra i suoi progetti figurava anche la collaborazione con l'ex sindaco Gianni Alemanno, il quale, dopo una condanna per traffico illecito di influenze, fu assegnato ai lavori socialmente utili presso la So.Spe., aiutando le mamme straniere con l'insegnamento dell'italiano e supportando i bambini nello studio. Alemanno fu successivamente arrestato per non aver rispettato le restrizioni imposte dalla magistratura.