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A Roma Pixar presenta Toy Story 5 tra gioco e tecnologia

A Roma Pixar presenta Toy Story 5 tra gioco e tecnologia

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Roma accoglie Pete Docter e Lindsey Collins per la presentazione di Toy Story 5, nuovo capitolo Disney e Pixar da oggi nelle sale italiane. Nel confronto con la stampa, il direttore creativo di Pixar Animation Studios e la produttrice ragionano sul rapporto tra bambini, giocattoli e dispositivi digitali. "I bambini sono più preparati di noi adulti", dice Docter. Collins osserva che i più giovani hanno strumenti per interrogarsi su questa convivenza: "Siamo arrivati a un punto in cui i ragazzi sono in grado di fare i conti con questo legame complicato". Anche chi è nato nell’era smartphone, aggiunge, comincia a parlare con nostalgia di un tempo "prima della tecnologia" e, soprattutto, "sembrano pronti a interrogarsi su cosa significhi davvero convivere con la tecnologia e su come trovare un equilibrio più sano".

Gioco e tablet: la nuova sfida di Bonnie

Nel film tornano Buzz Lightyear (voce italiana di Massimo Dapporto), Woody (Angelo Maggi) e Jessie (Ilaria Stagni), chiamati a misurarsi con Lilypad, il nuovissimo tablet doppiato da Katia Follesa, portatore di idee “rivoluzionarie” su ciò che è meglio per Bonnie. Docter respinge l’idea di un futuro senza giocattoli: "Ci saranno sempre". Per lui il gioco resta essenziale alla crescita: "I bambini nascono con un bisogno innato di capire il mondo, e il modo più naturale per farlo è giocare: elaborare ciò che vivono attraverso l’immaginazione o con oggetti reali". E ribadisce: "Fa parte di ciò che siamo come esseri umani: abbiamo bisogno di giocare". Collins sottolinea la cultura collaborativa degli studios: "Credo che in un certo senso siamo i testimonial del gioco collaborativo: abbiamo costruito un’intera carriera proprio su questo".

L'intelligenza artificiale in Pixar

Il tema dell’intelligenza artificiale entra nel dibattito creativo. Collins invita alla cautela: "È un territorio ancora misterioso. Non sappiamo davvero cosa diventerà". Cita quindi Andrew Stanton, regista di Toy Story 5: "L'Ia è come il fuoco: può scaldarti o bruciarti la casa. Dipende da come la usi e dall'equilibrio che riesci a trovare". La linea dello studio resta netta: "La tecnologia deve essere al servizio della creatività e dell’artista, mai il contrario". Secondo Docter, dopo l’entusiasmo iniziale, il settore sta trovando misura: "La gente sta capendo i limiti. Non funziona per tutto. Stiamo iniziando ad orientarci meglio".

Prospettive della saga e nuovi titoli

Sul futuro del franchise i due sono chiari: "Non stiamo lavorando a 'Toy Story 6'". Collins ricorda il metodo Pixar, centrato su opere autonome: "Non pensiamo mai al successivo mentre stiamo facendo quello in corso. Procediamo sempre un film alla volta". All’orizzonte c’è però l’Italia con Gatto di Enrico Casarosa, atteso nelle sale il 4 marzo 2027. Docter anticipa il concept ambientato a Venezia: "un gatto intrappolato nella malavita che vuole uscirne. Per farlo dovrà prendere decisioni diciamo non del tutto raccomandabili. È un film molto divertente, e chi ama i gatti lo adorerà. Ha un’estetica pittorica meravigliosa, un po’ come Venezia stessa". Collins guarda alla nuova generazione di autori interni: "Ne abbiamo tantissimi e tutti straordinari" e "sono in arrivo con il loro secondo o terzo film. Enrico Casarosa è uno di loro", citando tra i progetti in sviluppo anche Domee Shi e Maddie Sharafian. Un ventaglio di proposte che conferma la centralità della creatività nella strategia degli studios.