A Roma prende forma l’OPSV – Osservatorio Permanente Servizi Veterinari, il primo organismo indipendente dedicato all’analisi dei dati e dei modelli gestionali della sanità animale in Italia. La nuova realtà nasce con l’obiettivo dichiarato di colmare il divario con l’Europa, offrendo al settore strumenti informativi e metodologici per supportare scelte strategiche e migliori pratiche.
Che cos’è l’OPSV
Il progetto, guidato da Francesco Albano, punta a creare un punto di riferimento nazionale per la misurazione delle performance organizzative e la valorizzazione delle competenze. “L’osservatorio ha l'ambizione di diventare il punto di riferimento privilegiato per interpretare le dinamiche del sistema veterinario italiano, ponendo una lente d'ingrandimento sulla dimensione organizzativa e, soprattutto, sul valore delle persone che operano nelle strutture. Attraverso un monitoraggio costante e un'analisi puntuale del settore, l’OPSV si impegna a fornire dati e strumenti concreti per supportare le decisioni strategiche e migliorare i modelli di gestione. L’obiettivo finale è accompagnare la crescita del sistema, valorizzando le competenze professionali e promuovendo un’evoluzione che metta al centro l’efficienza operativa e il benessere di chi lavora ogni giorno per la salute animale”, dichiara Francesco Albano, Founder dell’Osservatorio.

Un mercato in crescita
Il comparto della cura degli animali vale 1,3 miliardi di euro e cresce a un ritmo medio annuo del 7%. Secondo UnionCamere e InfoCamere, nell’ultimo decennio le imprese sono aumentate del 90,1%. Le strutture veterinarie private superano quota 8.400, delineando una rete capillare. In questo contesto, con il supporto di ABIVET, ATAV e AniCura, l’OPSV ha mappato a livello nazionale la figura del Tecnico Veterinario, definendo il primo golden standard italiano per la professione.
La centralità del Tecnico Veterinario
In Italia si stimano 4.000–6.000 tecnici attivi, quasi la metà nel Nord, pari a circa 16 profili ogni 100 veterinari: un rapporto che resta lontano dagli standard europei. Nelle strutture più organizzate, l’integrazione del tecnico innalza efficienza e qualità del servizio, con impatti economici significativi fino al +36% di produttività e ricavi.
“Colmare questo divario non è solo una questione di numeri, ma una straordinaria opportunità di crescita. Secondo le proiezioni di OPSV, allinearsi agli standard europei significherebbe dare una spinta decisiva al sistema, portando nel medio periodo a una rete professionale di oltre 15.000 tecnici veterinari. Un salto di qualità che trasformerebbe radicalmente l'efficienza delle nostre cliniche e la qualità delle cure” conclude Albano.
Modelli organizzativi e occupazione
Il panorama resta composto per il 98% da strutture indipendenti, mentre le realtà corporate, pur sotto il 2% delle sedi, generano quasi un quinto del fatturato grazie a una gestione industriale di volumi e servizi. Sul fronte del lavoro, l’analisi su 519 professionisti evidenzia un canale formativo fortemente occupabile: nei percorsi pratici, il 73% trova impiego entro un mese e il 76% riceve un’offerta dalla stessa struttura di tirocinio.

Appuntamento a Roma
L’Osservatorio Permanente Servizi Veterinari sarà presentato a Roma venerdì 15 maggio 2026, in occasione del Career Day ABIVET, in via Etiopia, 19 alle ore 10.00.



