Arriva a Roma la spesa a rate nei supermercati: una catena di ipermercati, in collaborazione con una società finanziaria, ha attivato una formula che consente di dilazionare il conto della cassa. La novità, potenzialmente replicabile anche oltre la capitale, alimenta il dibattito sul caro vita e sull’accesso al credito per beni essenziali.
La novità a Roma
Il sistema prevede che il cliente richieda in cassa il pagamento dilazionato, quindi scansioni un Qr code con lo smartphone e scelga tra tre soluzioni. Si può differire l’intero importo a 30 giorni senza costi aggiuntivi, suddividere la somma in tre rate mensili a tasso zero, oppure optare per un finanziamento da 6 a 12 rate con interessi. L’impostazione ricalca modalità già note per beni durevoli, ma applicate alla spesa quotidiana.
Le reazioni sindacali
Critica la Cgil di Roma e del Lazio, che richiama l’attenzione sul peso della spesa alimentare nei bilanci familiari.
"Ce la raccontano come libertà e comodità per la clientela, ma la verità è che si sta sfruttando la crisi delle persone per massimizzare ancora di più i profitti su beni primari e irrinunciabili. Questa è la misura della difficoltà che vivono le persone nel nostro Paese. Un tempo le rate servivano a comprare l'automobile o i grandi elettrodomestici, migliorando anche la qualità della vita delle persone. Era un fatto che consentiva di costruire un futuro migliore per la propria famiglia. Oggi servono per riempire il frigorifero, per comprare il pane, il latte, la pasta. È inaccettabile. Cos'altro deve accadere prima che il Governo e le istituzioni del territorio affrontino il caro vita?"
La linea del sindacato è netta.
"Bisogna calmierare i prezzi, accendere i fari sui rincari ingiustificati per combattere le speculazioni e serve, soprattutto, un'alternativa pubblica, perché è incredibile che l'accesso al cibo continui a essere esclusivamente nelle mani del mercato e del comportamento opportunistico della grande distribuzione".
I numeri del credito secondo Crif
Il quadro si inserisce in un contesto di credito al consumo diffuso. Secondo Crif, nel 2025 la quota di maggiorenni con un mutuo o un prestito attivo ha raggiunto il 61,4%, in crescita del 3,8% sull’anno precedente.
"Oggi più di sei italiani su dieci fanno ricorso al credito, mantenendo però grande attenzione alla sostenibilità della rata mensile, che rimane sostanzialmente stabile - dice Beatrice Rubini, direttore della linea Mister Credit di Crif. - Attualmente i mutui rappresentano il 23,7% dei finanziamenti attivi, mentre i prestiti personali pesano per il 29,5%. La forma più diffusa resta però il prestito finalizzato all'acquisto di beni e servizi – auto, moto, elettronica, elettrodomestici, arredamento, viaggi, ecc. – che arriva al 46,8% del totale. Analizzando le principali categorie di spesa per cui si richiede credito, al primo posto ci sono gli interventi e gli acquisti legati alla casa (42,3%), seguiti dai mezzi di trasporto (30,3%) e da elettronica ed elettrodomestici (18,7%)".