L’inchiesta del programma Report, condotto da Sigfrido Ranucci, ha puntato i riflettori sul ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e sulla sua gestione del Museo Maxxi di Roma, in particolare su nomine e fondi stanziati per progetti culturali. Lo speciale, molto atteso, ha messo in luce una serie di criticità amministrative e scelte di gestione che hanno generato polemiche e ripercussioni politiche.
Gestione delle risorse pubbliche al Maxxi: le decisioni di Giuli
Una parte importante dell'inchiesta riguarda l’utilizzo delle risorse finanziarie pubbliche per sostenere il Maxxi. Secondo quanto riportato da Report, il museo ha subito un calo significativo di visitatori e biglietti venduti durante la gestione di Giuli.
Ciò ha portato il ministero della Cultura a intervenire finanziariamente per compensare le perdite, usando fondi pubblici. Durante il mandato di Giuli, il Maxxi ha ricevuto un fondo di oltre 2,5 milioni di euro destinato a un progetto di rigenerazione urbana chiamato "Cure," sviluppato con l'Università La Sapienza e Sony. Tuttavia, Report ha rivelato che il progetto non è mai stato realizzato perché il Maxxi ha deciso di non partecipare.
Mostre e nomine contestate: il caso della mostra sui futuristi
Report ha evidenziato come Giuli abbia scelto di nominare consulenti vicini a Fratelli d’Italia, partito della premier Giorgia Meloni, per curare una mostra sui futuristi al Maxxi.
Inizialmente, il critico Alberto D’Ambruoso era stato incaricato di curare l’evento, ma successivamente è stato sostituito da galleristi e consulenti più vicini al partito. Secondo l'inchiesta, questa sostituzione ha aumentato i costi della mostra, passando da un budget di 700.000 euro a oltre un milione.
Questo cambiamento nelle nomine ha suscitato perplessità, con Report che sottolinea come queste decisioni ricordino il "caso Boccia," in cui un dirigente pubblico venne costretto alle dimissioni per nomine discutibili.
Progetti innovativi e scelte strategiche
L'inchiesta di Report ha messo in luce anche un altro progetto finanziato con fondi pubblici durante la gestione Giuli, Connessioni Culturali, basato sulla tecnologia 5G e sulla realtà aumentata. Questo progetto mirava a permettere ai visitatori di esplorare virtualmente gli spazi del Vittoriale, il museo-casa di Gabriele D'Annunzio, attraverso visori ottici.
Il Maxxi ha ottenuto un finanziamento di 2 milioni di euro per realizzare questo progetto, ma il suo impatto è stato limitato, essendo aperto al pubblico solo per cinque giorni. La decisione di dirottare i fondi del progetto "Cure" verso il 5G ha sollevato ulteriori domande sull'efficacia della gestione e sulle priorità stabilite.
Reazioni politiche e risposta del ministro Giuli
Dopo la messa in onda dell’inchiesta, il ministro Giuli ha difeso le sue scelte, dichiarando di aver sempre agito con trasparenza. In un'intervista recente, ha affermato che la sua collaborazione con il progetto culturale della Lega, avviata nel 2018, è stata condivisa apertamente anche con la premier Giorgia Meloni.
Nonostante le polemiche, Meloni ha confermato la fiducia in Giuli, organizzando un incontro per discutere dei progetti futuri per il ministero della Cultura. Le rivelazioni di Report, però, continuano a suscitare reazioni politiche, con alcuni esponenti dell’opposizione che richiedono maggiore chiarezza sulle nomine e sull'uso dei fondi pubblici nel settore culturale.