Roma accende i riflettori sulla prevenzione del disagio giovanile con la Maratona Bullismo 2026, in corso oggi e domani a Piazza Mastai. Il Gruppo Dedem è tra i protagonisti con Blue Box, progetto ideato con l’Osservatorio Nazionale Bullismo e Disagio Giovanile per offrire un punto di ascolto immediato, gratuito e riservato a giovani e famiglie direttamente nelle cabine fototessera.
Un presidio di ascolto nel cuore di Trastevere
La piazza si trasforma nella “Piazza del Rispetto”, con il coinvolgimento di istituzioni, forze dell’ordine, scuole, sportivi ed esperti. L’iniziativa, promossa dall’Osservatorio in collaborazione con Adnkronos, porta in strada un modello di prossimità: Blue Box rende ogni cabina un luogo accessibile di contatto con operatori qualificati, in anonimato e in sicurezza.
Dati e tendenze sul disagio giovanile
L’Osservatorio segnala un disagio psicologico in crescita tra adolescenti e giovani, destinato a divenire una vera emergenza sociale e clinica. Ansia sociale, senso di vuoto e burnout da prestazione risultano sempre più frequenti, mentre l’intelligenza artificiale emerge come “surrogato relazionale”. Il bullismo evolve verso forme di “bullismo algoritmico”, tra esclusione reputazionale, umiliazioni indirette e controllo dell’immagine online. Restano però forti i fattori di protezione: il 71,48% dei ragazzi individua una guida positiva, il 68,67% aiuta un amico in difficoltà e il 63,97% trova in sport e attività artistiche spazi di fiducia e appartenenza.
Come funziona la Blue Box
All’interno della cabina fototessera è integrata una piccola scatola blu: con la pressione di un pulsante si avvia il contatto con professionisti pronti a fornire un primo supporto. Nel corso della manifestazione sono presentate le prime 100 cabine che, entro fine anno, saranno dotate della Blue Box, creando una rete nazionale di ascolto. Il dispositivo nasce anche come esempio di tecnologia per il sociale, grazie all’impiego di tecniche avanzate di stampa 3D.
“Blue Box nasce proprio dalla volontà di trasformare la tecnologia in uno strumento di prossimità e ascolto concreto - dichiara Alberto Rizzi -. Di fronte a un disagio sempre più silenzioso e difficile da intercettare, crediamo sia fondamentale creare punti di contatto semplici, accessibili e protetti, capaci di aiutare ragazzi e famiglie a non sentirsi soli. Portare questo progetto nelle nostre cabine fototessera significa mettere una rete di supporto nei luoghi quotidiani delle persone, contribuendo a costruire una cultura dell’ascolto, del rispetto e della prevenzione”.
Identità, fiducia e prevenzione in piazza
La divisione HR di Dedem propone la “Carta d’Identità dei Sogni”: i giovani sono invitati a riflettere su talenti e aspirazioni, accompagnando l’iniziativa con una FotoVintage scattata nella cabina Blue Box. Un gesto simbolico per affermare che il futuro non è definito dalle fragilità, ma dal valore che ciascuno decide di riconoscersi.