A Roma, il 23 settembre 2026, si apre a Palazzo Piacentini, sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la mostra 'Le eccellenze italiane nel segno di Francesco - Rendere visibile l’invisibile'. Promosso da Confrestauro nell’ambito delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, il progetto propone un racconto della cultura del fare, della cura e della trasmissione dei saperi. All’inaugurazione è prevista la partecipazione del ministro Adolfo Urso, insieme ai protagonisti del percorso e alle realtà dell’artigianato e del restauro.
Una mostra nel cuore delle istituzioni
Curata da Federica Pascolutti e Tiziana Armillotta, con il coordinamento generale di Tiziana Pellizzon, l’esposizione sarà visitabile dal 23 settembre al 2 ottobre negli spazi del Ministero in via Vittorio Veneto 33. L’accesso è con ingresso libero dalle 17 alle 20, dal lunedì al venerdì, per un itinerario concepito per il pubblico romano e per chi desidera conoscere da vicino l’eccellenza del restauro italiano.
Quattro gesti per raccontare il saper fare
Il percorso ruota attorno a quattro gesti: riparare, lavorare, custodire, rendere visibile. Progetto Arte Poli interpreta il “riparare” con il dialogo tra la Croce di San Damiano, riprodotta in vetro, e la Croce della Speranza del maestro Albano Poli, in bronzo, trasformando il restauro in metafora di cura e rinascita. Rubelli declina il “lavorare” accostando un tessuto di canapa del proprio archivio a un velluto prezioso, richiamando la semplicità francescana e il valore della manualità. Dolci Colori dedica il “custodire” a una composizione sui quattro elementi – aria, terra, acqua e fuoco – a testimonianza della tutela della materia e dei saperi. General Marmi e Tortuga Design danno forma a “rendere visibile l’invisibile” con una fonte battesimale estratta da un masso erratico, posta su pietre sbozzate, evocando la nascita dell’uomo a nuova vita.
Maestri, scuole e immagini del patrimonio
Accanto alle installazioni, il percorso curato graficamente dallo Studio di Architettura AP2T propone dimostrazioni dal vivo della Scuola di Restauro di Botticino e della Scuola di Firenze Palazzo Spinelli, oltre a immagini e video degli interventi degli associati Confrestauro e a un itinerario fotografico di Roberto Salomone su mani e volti dei mestieri del Made in Italy. Completano l’allestimento una campana settecentesca di Elettrocampane Giacometti, due vetrate sperimentali della Basilica di San Zeno realizzate da Progetto Arte Poli, un intervento di Garbo Arredamenti con il calligrafo Mattia Allegro e la riproduzione fotografica del portone in bronzo della Chiesa di Greccio.
La voce di Confrestauro
“Dietro un’opera restaurata esistono persone, conoscenze, tecniche, tempo e responsabilità”, sottolinea il presidente di Confrestauro Alberto Rui. “È questo patrimonio immateriale che permette alla bellezza di attraversare le generazioni. Il Made in Italy è anche cultura della cura, capace di unire manualità e ricerca, tradizione e innovazione.”
La mostra è realizzata con il contributo di numerose aziende del settore e con il sostegno di realtà storiche del restauro e dell’artigianato italiano, a conferma del ruolo centrale di Roma come vetrina per le eccellenze nazionali.