Dopo il successo della prima serata evento, torna a Ostia “Spazio Inclusione”, l’appuntamento pubblico dedicato all’inclusione senza barriere e all’aggregazione sociale. L’iniziativa è in programma sabato 22 marzo alle 21 in piazza Anco Marzio e coinvolgerà artisti, associazioni e cittadini in una serata all’insegna della partecipazione e della solidarietà. Tra i protagonisti ci sarà Tiziano Floreani, attore romano che porterà sul palco il suo personaggio Tetraman, nato per affrontare temi sociali con ironia e leggerezza.
A Ostia torna “Spazio Inclusione”: in piazza Anco Marzio anche Tiziano Floreani con Tetraman
«Attraverso Tetraman affronto tematiche sociali con un linguaggio leggero, diretto e capace di coinvolgere il pubblico», racconta Floreani. «E soprattutto in occasioni come quella di “Spazio Inclusione”, Tetraman diventa uno strumento per parlare di solidarietà e inclusione in modo semplice e partecipato. L’ironia e l’intrattenimento permettono di avvicinare il pubblico a temi importanti, favorendo riflessione e confronto».
Per l’attore, spettacolo e inclusione possono camminare insieme. «Arte e spettacolo possono contribuire a superare distanze e pregiudizi, trasformando una serata di intrattenimento in un’occasione di incontro e sensibilizzazione», spiega Floreani. «“Spazio Inclusione” rappresenta un momento di aggregazione nel cuore del territorio, dove persone diverse possono incontrarsi e condividere un’esperienza sotto il segno della partecipazione, della solidarietà e del rispetto».
L’obiettivo della serata va oltre il semplice intrattenimento: costruire una cultura dell’inclusione che coinvolga l’intera comunità. «Spero che iniziative come questa lascino il segno di una reale inclusione senza barriere, da costruire insieme anche attraverso la cultura, l’arte, il sorriso e la capacità di affrontare temi importanti con leggerezza», conclude Floreani. «L’inclusione riguarda tutti, non solo chi deve fare i conti con difficoltà motorie. Il nostro vuole essere un messaggio universale: stiamo insieme, perché l’unione fa la forza».