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A Fiumicino un viale dedicato al regista Claudio Caligari

A Fiumicino un viale dedicato al regista Claudio Caligari

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Narratore di periferie, così Claudio Caligari è stato definito nella lastra di pietra che porta il suo nome. A Fiumicino, nella zona del vecchio Faro e dei Bilancioni, è stato dedicato un viale al regista che più di tutti ha saputo cogliere l’anima delle periferie. Da Ostia, dove è stato girato Amore Tossico, a Fiumicino, appunto, dove invece Caligari ha ambientato il suo ultimo film Non essere cattivo.

Alla cerimonia di intitolazione simbolica voluta dal collettivo No porto, erano presenti, tra gli altri, Valerio Mastrandrea e Luca Marinelli, altro interprete dell’ultima fatica di Caligari, morto nel 2015. Gli attivisti di No Porto hanno scelto la zona del vecchio Faro, perché da tempo si oppongono alla costruzione in quella zona di un nuovo porto: “Con evidente superficialità di chi non sa cogliere la bellezza come sapeva fare Claudio Caligari o chiunque altro attraversi quei luoghi con una macchina fotografica o con un pennello per dipingere", hanno spiegato.

Mastrandrea ha voluto ricordare così il suo amico e maestro Caligari: “Se mai avesse saputo che qualcuno gli avrebbe dedicato una via, credo che avrebbe scelto questa. Sembra proprio la sua vita questa strada. Tre film sembrano molto pochi nella carriera di un regista scomparso. La storia del suo cinema e della sua difficoltà nel fare cinema la conoscete, se non la conoscete informatevi, perché è una storia di resistenza”.

Ha concluso: “È una storia di resilienza, che è un termine abusato, ma nel caso di Claudio mi va di usarlo. È una storia di ideologia, anche questa, a qualcuno può sembrare una 'parolaccia', ma applicata a Claudio, al mondo di Claudio e al suo modo di vedere il cinema, non lo è affatto. Ha pagato tanto ma farà pagare tanto a chi lo ha fatto pagare perché ha fatto tre film che rimarranno. Sono film che utilizzano il cinema per raccontare il nostro mondo, la nostra società, per capire da dove stiamo venendo, quello che stiamo vivendo, quello che ci può accadere".