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50 anni senza Pasolini: cerimonia all’Idroscalo di Ostia in ricordo del poeta (VIDEO)

50 anni senza Pasolini: cerimonia all’Idroscalo di Ostia in ricordo del poeta (VIDEO)

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“La verità ufficiale è totalmente falsa", "Pasolini non è stato ammazzato da Pelosi". La verità sulla morte di Pier Paolo Pasolini è ancora tutta da scrivere. Lo dicono senza esitazione Silvio Parrello, detto "er pecetto" e Paolo Pilati, detto “Tarzanetto” tra i "Ragazzi di vita" raccontati dal poeta: ultimi testimoni della vita romana di Pasolini nel giorno 50mo anniversario della sua morte. Una commemorazione che si è svolta come ogni anno all’Idroscalo di Ostia dove il corpo di Pasolini è stato trovato martoriato sullo sterrato tra le baracche. E dove oggi c’è il Parco letterario a lui dedicato.

50 anni senza Pasolini: cerimonia all’Idroscalo di Ostia in ricordo del poeta

Per onorare la memoria, l'eredità e la visione profetica di uno dei massimi intellettuali del Novecento il comune di Roma ha organizzato 100 eventi che proseguiranno fino a dicembre. "Abbiamo deciso - spiega Massimiliano Smeriglio, assessore alla Cultura di Roma Capitale - di celebrare, ricordare, discutere e dibattere in tutta la città utilizzando il lascito di Pierpaolo Pasolini senza farci sconti. Utilizzare tutte le sue sollecitazioni, visioni che hanno attraversato il dibattito pubblico di cinquant'anni fa e che ancora oggi restano contemporanee".

Domenica mattina intorno al monumento realizzato dall'artista Mario Rosati, decine di persone si sono riunite per partecipare alle celebrazioni in ricordo del poeta. Momenti di racconto, testimonianze e letture si sono susseguite davanti alla corona d'alloro di Roma Capitale deposta alla presenza dell'assessore Smeriglio insieme alla presidente del Consiglio del Municipio Roma X, Giampaola Pau accolti dal presidente della Lipu, Alessandro Polinori, Ester Mantero, responsabile dell'Oasi Lipu CHM di Ostia, Stanislao de Marsanich presidente dei Parchi Letterari, Franca Vannini della Comunità Foce del Tevere.

"Per noi è un onore - sottolinea l'assessore Massimiliano Smeriglio - aver inserito nelle celebrazioni laiche del Comune di Roma anche il 2 novembre, lo scorso anno e quest’anno. Nei prossimi anni Roma Capitale sarà sempre presente il 2 novembre all’Idroscalo a ricordare il poeta".

I ricordi dei "ragazzi di vita"

I suoi "ragazzi di vita" hanno raccontato la generosità di Pasolini pronto a regalare ad una mamma 10mila lire, quasi metà dello stipendio di un insegnante dell’epoca, ma soprattutto la capacità di essere una guida che insisteva perché andassero a scuola.

Un’amicizia spezzata il 2 novembre del 1975. Appena saputo della tragedia racconta Paolo Pilati "siamo corsi ad Ostia". “Non ho mai più trovato un uomo come lui - ricorda commosso Pilati - per quello che faceva per i ragazzi e quello che insegnava. Lui era un insegnante delle medie e voleva che noi andavamo a scuola: mi ha insegnato a scrivere".

L’incontro con Pilati al Pigneto nel 1954. "Cercava storie, voleva capire il quartiere che allora era pieno di baracche. 'Non ho mai visto tutte queste baracche' diceva a noi ragazzini che gli chiedevamo cosa stava facendo al Pigneto" ricorda Pilati.

"Setacciava i quartieri per scoprire la verità"

Pigneto Mandrione, Quadraro fino al mare, alla ricerca della verità popolare delle borgate. Esempi di generosità anche dall'amico Silvio Parrello che tra gli aneddoti ricorda di quando offrì il pranzo a tutti in uno stabilimento di Ostia: "perché lo avevamo aiutato a trovare un anello a cui teneva tanto e che aveva perso in spiaggia".

“Veniva qui all’idroscalo dove l’hanno ammazzato" ricorda Parrello che aggiunge "lui i quartieri non li frequentava, li setacciava. Ecco perché riusciva a sapere cose che non sai neppure nei tribunali. Perché le verità le trovi nelle carceri e nei quartieri".

Un mistero lungo mezzo secolo

E magari anche la verità sull’omicidio attesa da 50 anni. Un processo, un colpevole, Pino Pelosi che ha cambiato versione più volte nel corso degli anni. Fino a parlare della minacce ricevute che lo avrebbero costretto a fornire quella prima confessione ancora minorenne. Ci sarebbero poi delle tracce di Dna estraneo a Pelosi.

Un caso ancora da risolvere per gli amici delle borgate che escludono Pelosi "erano amici, si conoscevano da mesi" e ripetono "l'unica cosa certa è che lo hanno ammazzato". Una certezza senza prove che risuona nei passaggi dello scritto di Pasolini "Io so" declamati da Parrello davanti al monumento. A distanza di 50 anni il delitto resta un mistero che ancora interroga l'Italia.

"È il momento di capire il contesto che ha determinato e coperto l'omicidio"

"Cinquant'anni è un tempo lungo - sottolinea Massimiliano Smeriglio, assessore alla Cultura di Roma Capitale - sarebbe il momento di tornare sopra, per capire non tanto gli esecutori materiali, quanto il contesto che ha determinato e coperto un omicidio drammatico che ha cambiato un pezzo della storia politica e culturale del nostro Paese".

Per l'assessore capitolino “C'è una parziale verità giudiziaria che riguarda uno dei probabili presenti quella notte. Poi - sottolinea Smeriglio - manca il contesto che ha determinato e praticato l'omicidio; manca il contesto politico, economico, delle coperture, dei depistaggi che hanno inquinato la scena del delitto e poi il dibattito che si è sviluppato intorno al delitto".

"Abbiamo bisogno delle parole di Pier Paolo Pasolini. Ci servono per interpretare il presente"

Pasolini “era un uomo che dava fastidio e che non faceva sconti anche ai campi a cui apparteneva come quello della sinistra" aggiunge Smeriglio. "In fondo se siamo qui è perché le sue parole sono state potenti: ad individuare i punti di frattura, il modello di sviluppo, il male peggiore cioè il capitalismo brutale che distrugge l’ambiente, che sfrutta e che ci consegna oggi non più dei cittadini ma dei consumatori. Per questo siamo qui. Non solo per ricordare, ma perché abbiamo bisogno delle parole di Pier Paolo Pasolini. Ci servono per interpretare il presente" conclude l'assessore.