Sono passati cinquanta anni da quando la città di Ebla , sepolta per oltre quattro millenni in un altopiano siriano, tornò a parlare attraverso migliaia di tavolette d’argilla coperte di segni cuneiformi. Era il 1975 quando la Missione archeologica italiana dell’Università “La Sapienza” di Roma , guidata dall’archeologo Paolo Matthiae, riportò alla luce nomi di re, divinità, conti economici, negoziazioni diplomatiche e riti sacri, rivoluzionando la conoscenza del Vicino Oriente antico. Per celebrare questo mezzo secolo di studi, lunedì 15 dicembre alle 9.30 l’Aula XXII dell’Edificio di Lettere della Sapienza ospiterà il convegno “Cinquant’anni dopo Ebla continua a parlare”, una