Alla vigilia del 25 Aprile e nell’anno degli ottant’anni della Repubblica, il presidente Sergio Mattarella rilancia dal Quirinale a Roma un messaggio centrato su pace, diritti e memoria. Dalla sede della presidenza, il Capo dello Stato richiama la «coesione nazionale» e ribadisce il fondamento costituzionale: «L’Italia ripudia la guerra».
Dal Quirinale, il richiamo ai valori costituzionali
Nel Salone delle Feste, in occasione dell’81° anniversario della Liberazione, Mattarella ha incontrato le associazioni d’arma, partigiane e combattentistiche, ringraziandole come «custodi della memoria» di quanti sacrificarono la vita per la libertà. Il presidente ha rilanciato l’impegno della Repubblica: «Nel ricordare il sacrificio di quanti hanno combattuto per restituirci la libertà, ribadiamo l’impegno della Repubblica italiana in favore della pace, del rispetto dei diritti umani, della costruzione di società nazionali e internazionali più giuste e solidali». E ha rinnovato il «fermo rifiuto di ogni forma di sopraffazione e di ogni deriva totalitaria, quale che ne sia la matrice ideologica o il preteso riferimento religioso che la ispiri».
A San Severino Marche, memoria e unità
Per le celebrazioni del 25 Aprile, Mattarella ha scelto San Severino Marche, medaglia d’oro per la Resistenza, dove lancerà un appello alla coesione dal borgo che fu assediato e difeso dal Battaglione Mario. Durante la cerimonia, Neri Marcorè leggerà un brano di Giorgio Bocca e lettere di partigiani marchigiani, accompagnato da Daniele Di Bonaventura.
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Il contesto internazionale e il monito
Di fronte a conflitti e tensioni che colpiscono civili «in contesti di guerra» e «sotto il gioco di regimi autoritari», il Capo dello Stato condanna il prevalere della legge imposta da chi si ritenga provvisoriamente più forte. Il monito resta attuale: «Libertà e pace non sono un dato acquisito una volta per tutte, si tratta di beni resi fragili dalla dissennatezza e che richiedono consapevolezza e impegno». Nel dibattito internazionale, intanto, il propagandista russo Vladimir Solovyev ha attaccato il presidente, affermando «voi italiani non capite di cosa parlate».