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Montagnola, tutti contro il progetto dell’ex deposito Ama: presentato ricorso al Tar - VIDEO

Montagnola, tutti contro il progetto dell’ex deposito Ama: presentato ricorso al Tar - VIDEO

MONTAGNOLA (1)

Montagnola, tutti contro il progetto dell’ex deposito Ama: presentato ricorso al Tar

Ospite in collegamento: Daniela Amenta, comitato "Ama Montagnola"

Lo avevano annunciato e hanno mantenuto la "promessa": i residenti della Montagnola, VIII Municipio di Roma, hanno presentato ricorso al Tar contro il progetto di riqualificazione dell’ex deposito Ama. "Abbiamo la ragione dalla nostra parte. E vogliamo giustizia contro questo scempio inaccetabile" hanno detto i ricorrenti, che proseguono anche con la raccolta fondi per sostenere le spese del contenzioso.

Il progetto approvato

Il ricorso arriva dopo il via libera definitivo dell’Assemblea capitolina al programma di riqualificazione e recupero edilizio dell’area dell’ex deposito di piazzale dei Caduti della Montagnola, che si estende per circa 20.300 metri quadri. Il piano prevede nuove funzioni residenziali, servizi pubblici e privati e commercio di vicinato, nel rispetto dei limiti fissati dalla normativa regionale sulla rigenerazione urbana, con le abitazioni singole che non potranno superare il 50% delle Sul totali.

Tra gli interventi figurano un polo museale di circa 2.000 metri quadri destinato a ospitare il patrimonio storico della Polizia di Stato e la realizzazione, con successiva cessione a Roma Capitale, di un’area pubblica attrezzata. Il masterplan definitivo sarà selezionato tramite un concorso internazionale di progettazione, con l’obiettivo di garantire elevata qualità urbanistica, sostenibilità ambientale e piena integrazione con il tessuto circostante.

Le contestazioni del territorio

Il comitato locale definisce il progetto “uno scempio”, contestando metodo e contenuti. “Non è ‘rigenerazione urbana’, ma degenerazione – accusano i residenti -. Ci è stata negata la partecipazione prevista dalla legge, sono stati scavalcati tutti i carichi urbanistici, perfino le proporzioni, a favore di un'opera così massiccia di speculazione: un quartiere nel quartiere con le massime cubature”.