Ricerca nel Sito

Attacco all’Iran: vigilanza rafforzata su ambasciate e obiettivi sensibili anche a Roma

Attacco all’Iran: vigilanza rafforzata su ambasciate e obiettivi sensibili anche a Roma

immagine illustrativa (foto da Pexels)

Roma alza il livello di guardia. Dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, nella Capitale sono state immediatamente rafforzate le misure di sicurezza attorno ad ambasciate, consolati, luoghi di culto e siti ritenuti sensibili, con un’attenzione particolare anche alle manifestazioni pubbliche. Misure di sicurezza che sono già da tempo ai massimi livelli, ma che nelle ultime ore dopo l'escalation, ha provocato un aumento della vigilanza.

Attacco all’Iran: vigilanza rafforzata su ambasciate e obiettivi sensibili anche a Roma

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ieri al termine di un confronto con il capo della Polizia Vittorio Pisani, ha disposto un’immediata intensificazione dei dispositivi di protezione su tutto il territorio nazionale, con focus specifico sugli obiettivi statunitensi e israeliani: sedi diplomatiche e consolari, strutture religiose e centri culturali. L’alert del Viminale coinvolge anche le strutture operative di pronto intervento.

A Roma ulteriormente innalzato il livello di vigilanza su tutti gli obiettivi sensibili della città, comprese le sedi delle ambasciate e l’area del Ghetto. Massima attenzione anche su sedi istituzionali e centri culturali. Rafforzati anche i servizi in occasione delle manifestazioni pubbliche, alla luce del timore che, dopo gli ultimi sviluppi internazionali, possano registrarsi partecipazioni più numerose del previsto e possibili criticità sotto il profilo dell’ordine pubblico.

Come la protesta davanti all'ambasciata dell'Iran che nel pomeriggio di ieri ha visto decine di persone scendere in strada davanti alla sede diplomatica. Parallelamente è stata potenziata l’attività informativa e di prevenzione antiterrorismo da parte della Digos, con un’intensificazione della raccolta di informazioni e del monitoraggio della rete.