"Totalmente estraneo ai fatti, si è trattato di un evidente scambio di persona". È quanto riferiscono in una nota i legali di un 42enne di nazionalità cinese arrestato dai carabinieri a metà novembre per truffa aggravata ai danni di un anziano raggirato al bancomat in via Trionfale a Roma. Il Tribunale ha poi revocato la misura cautelare alla luce di nuove prove. Dimostrando che l'autore del raggiro è un'altra persona e che il loro assistito si trovava altrove.
Anziano truffato al bancomat sulla Trionfale, legali arrestato: "Scambio di persona, misura revocata"
Gli avvocati Francesco Capoccia e Francesco Arnone spiegano che "le verifiche successive hanno dimostrato che" il 42enne "è totalmente estraneo ai fatti e che si è trattato di un evidente scambio di persona". In particolare a confermare l'errore ci sono le immagini interne della banca che "mostrano un soggetto completamente diverso e confermano che" il 42enne "non compare mai nelle registrazioni. Le immagini rivelano inoltre che il vero autore aveva agito circa un’ora prima del passaggio del 42enne davanti alla banca".
Ricostruzione dei fatti secondo gli avvocati
I legali quindi fanno una ricostruzione di quanto avvenuto dal 15 novembre scorso giorno dell'arresto "dopo il presunto riconoscimento della persona offesa, un anziano in evidente stato confusionale. Il 17 novembre 2025 l’arresto veniva convalidato. Il 21 novembre 2025 la Polizia Giudiziaria acquisiva finalmente le immagini interne della banca: esse mostrano un soggetto completamente diverso e confermano che il 42enne non compare mai nelle registrazioni. Le immagini rivelano inoltre che il vero autore aveva agito circa un’ora prima del passaggio del 42enne davanti alla banca". Gli avvocati spiegano inoltre che il loro assistito "è in Italia da 21 anni e non ha mai avuto precedenti che potessero far sospettare condotte di questo tipo".
Criticità investigative
Gli avvocati Francesco Capoccia e Francesco Arnone aggiungono inoltre che "le attività svolte dai Carabinieri e dal Pubblico Ministero risultano affrettate. Il pm ipotizzava che" il 42enne "fosse davanti alla banca per 'attendere altre vittime', nonostante: non avesse la carta bancomat sottratta; non avesse le banconote prelevate; fosse lì un’ora dopo i fatti. Anche la moglie, accorsa dopo la telefonata del marito, veniva indagata pur essendo altrove, come mostrano le telecamere del mercato".
Secondo Capoccia e Arnone "gli operanti avrebbero potuto visionare subito le telecamere del mercato e avrebbero verificato che" il 42enne "si trovava lì al momento del fatto. Questo semplice controllo avrebbe evitato un arresto infondato poi diffuso ai media".
"La decisione del Giudice: l’errore è riconosciuto"
In seguito all’annotazione della Polizia Giudiziaria del 21 novembre 2025 e alle immagini acquisite, "il Tribunale di Roma ha esaminato l’istanza difensiva. Nell’ordinanza del 27 novembre 2025 - scrivono i legali nella nota di rettifica - il Giudice rileva che: la descrizione dell’autore fatta dalla persona offesa non coincide con il 45enne; non appare nelle telecamere; l’autore entra ed esce dalla banca da solo". Le nuove prove “scalfiscono il quadro indiziario” e “inficiano i gravi indizi di colpevolezza”. "Il Tribunale dispone la revoca della misura cautelare personale applicata" al 42enne.
Per questo gli avvocati "invitano tutte le redazioni che hanno diffuso la notizia originaria a pubblicare una rettifica per ristabilire la corretta rappresentazione dei fatti". L’arresto del loro assistito "non è stato un incidente: è il risultato di un’indagine affrettata e di un pregiudizio evidente. Quando ciò accade è errore giudiziario. E un errore giudiziario va corretto, non nascosto".