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A Roma è boom di infezioni sessuali tra i giovanissimi: poca consapevolezza dei rischi? - VIDEO

A Roma è boom di infezioni sessuali tra i giovanissimi: poca consapevolezza dei rischi? - VIDEO

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A Roma è boom di infezioni sessuali tra i giovanissimi: poca consapevolezza dei rischi?

Ospite in collegamento: dott. Marco Rossi, sessuologo

Si è passati dall'1,6% al 2,4% di positivi in un anno: a Roma è allarme infezioni sessualmente trasmissibili. Ma il dato ancora più preoccupante è che il fenomeno riguarda i giovanissimi. Sesso precoce, assenza quasi totale di protezioni e abuso di alcol e droghe: una combinazione micidiale che fa letteralmente impennare i contagi tra gli adolescenti.

A lanciare l'allarme sono i medici dei centri specializzati e delle strutture pubbliche della Capitale che hanno posto l'accento sulla poca consapevolezza: "Ragazzi e ragazze che dichiarano di non aver mai usato protezioni, di avere rapporti sessuali sotto l'effetto di stupefacenti. Si tratti di giovanissimi che hanno paura e vergogna a chiedere aiuto e dunque il problema si amplifica ancora di più" spiegano gli operatori.

"I ragazzi molto giovani hanno una caratteristica: non sono coscienti del rischio, hanno quasi un senso di onnipotenza - spiega il dott. Marco Rossi - sono convinti cioè di non ammalarsi mai e quindi la maggior parte di loro non utilizza nessuna protezione. Questo perché il sesso è un linguaggio e andrebbe loro spiegato. È anche vero che, rispetto al passato, ora le famiglie sono molto più brave a trattare questi argomenti, ma è altrettanto vero che i giovani oggi si istruiscono con l'intelligenza artificiale o con il dottor Google".

... e intanto si vieta l'educazione sessuale nelle scuole

Numeri che fanno paura e che riportano l'attenzione sulla questione educazione: la Lega ha presentato un emendamento che vieta, nei curricula scolastici, qualsiasi materia inerente percorsi di formazione sessuo-affettiva nelle scuole medie.

La proposta ha già scatenato un'ondata di polemiche senza precedenti, tra chi parla di "decisione ideologica e sessuofobica" e chi approva sottolineando il ruolo delle famiglie. Ma siamo sicuri che l'educazione sessuali si impari (sempre) in casa? Quanti adolescenti chiedono ai propri genitori e quanti - come detto - si "istruiscono" sul web?

"A fare la differenza in negativo c'è anche il mondo del porno: i ragazzi sono dei grandi emulatori e quello che vedono imitano. Senza considerare che, essendo nativi digitali, sono bravissimi ad eludere qualsiasi controllo e dunque accedere a questi contenuti è molto facile per loro" sottolinea ancora Rossi.