Un sistema penitenziario sotto pressione, quello che emerge dalla Relazione annuale 2024 presentata oggi in Campidoglio dalla Garante dei diritti delle persone private della libertà personale di Roma Capitale, Valentina Calderone. I numeri tracciati nel documento fotografano una situazione allarmante, soprattutto all’interno della Casa Circondariale di Regina Coeli.
I dati del Report annuale
Al 30 giugno 2025, il carcere ospitava 1.092 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 628 posti. Una condizione già critica lo scorso dicembre, quando i posti effettivamente fruibili erano solo 566 e i detenuti presenti ben 1.051. La struttura, situata nel cuore di Trastevere, è composta da otto sezioni destinate prevalentemente a uomini in attesa di giudizio. Ma nel 2024, una di queste — la VII — è stata dichiarata inagibile a seguito di un incendio che ha compromesso la stabilità dell’edificio.
Proprio la VII sezione è tornata al centro dell’attenzione per motivi tragici: qui si è verificato il maggior numero di suicidi, in un contesto definito “chiuso”, riservato ai nuovi giunti o a detenuti con limitazioni particolari, spesso affetti da disturbi mentali o condizioni di vulnerabilità.
I dati relativi agli eventi critici del 2024 parlano chiaro: nei penitenziari romani si sono registrati 1.824 episodi tra autolesionismo, tentativi di suicidio e aggressioni. Sono quattro i suicidi avvenuti nel corso dell’anno — tre a Regina Coeli, uno a Rebibbia Nuovo Complesso — e già due quelli segnalati nei primi mesi del 2025.
Non mancano, tuttavia, interventi strutturali: all’interno dell’istituto è stato attivato un reparto ambulatoriale con 78 posti letto e inaugurate due nuove sale operatorie capaci di eseguire interventi in diverse specialità mediche, oltre a un servizio di telecardiologia. Un segnale, forse, di una volontà di cambiamento in un sistema ancora troppo fragile.