Un detenuto recluso nel carcere di Regina Coeli è evaso dall'ospedale dove era stato portato per una visita medica. A darne notizia è Massimo Cosentino segretario generale Fns Cisl Lazio. Secondo quanto riporta il sindacato si tratta di un detenuto di 45 anni, italiano di origini pugliesi, che era recluso nel carcere trasteverino. L'uomo in attesa di un primo giudizio avrebbe approfittato della visita per scappare dall'ospedale Santo Spirito. È quindi partita la nota di ricerca per individuare il detenuto in fuga e riportarlo in cella.
Roma, detenuto Regina Coeli evade dall'ospedale: era al Santo Spirito per una visita
Il sindacato torna a sottolineare le difficoltà del personale di Polizia Penitenziaria e la carenza d'organico "130 unità di polizia penitenziaria in meno" a fronte di "un sovraffollamento del 187,2% che colloca Regina Coeli ai primi venti posti nel panorama nazionale". Carenza che raggiunge le 920 unità nel Lazio. Per Cosentino "solo superando il sovraffollamento si potrà tornare a controllare in maniera adeguata chi realmente deve stare in carcere".
"Come Fns Cisl Lazio - dichiara Massimo Cosentino - da tempo denunciamo le condizioni di estrema difficoltà in cui opera il personale di polizia penitenziaria ; più volte abbiamo rappresentato le difficoltà di operare in condizioni di sicurezza degli agenti nonostante l'utilizzo di personale in servizio all'interno delle strutture penitenziarie, causano un continuo susseguirsi di attività in sotto organico".
Sovraffollamento nelle carceri del Lazio
"Attualmente - aggiunge Cosentino - il sovraffollamento dei 14 Istituti della regione del Lazio risulta essere di 1.438 detenuti. Considerato che al 31 maggio scorso risultano 6.721 detenuti rispetto ad una capienza regolamentare prevista di 5.283 detenuti. Il sovraffollamento rende inaccettabili, anche, le condizioni di lavoro del personale penitenziario ma vi è la necessità e la priorità di una risposta concreta da parte di tutte le autorità competenti per quanto riguarda la carenza degli organici in essere e l’esigenza di rivedere la dotazione organica in ambito regionale ad ampliamenti perché solo superando il sovraffollamento si potrà tornare a controllare in maniera adeguata chi realmente deve stare in carcere".