Il progetto per la costruzione del nuovo stadio della Roma nell’area di Pietralata incontra ancora ostacoli, principalmente a causa della presunta presenza di un’area boscata non censita ufficialmente. Nonostante il via libera agli scavi archeologici e la precedente approvazione della delibera di pubblico interesse, l’identificazione di un possibile “bosco” da parte dell’agronomo incaricato dal Campidoglio ha riacceso il dibattito. Il Comune di Roma, con l’intento di evitare ulteriori ritardi, ha avviato un confronto diretto con la Regione Lazio per individuare una soluzione giuridicamente sostenibile che consenta di procedere con gli abbattimenti degli alberi e completare le indagini archeologiche, elementi essenziali per finalizzare il progetto entro l’autunno.
Il nodo del bosco di Pietralata rallenta il progetto dello stadio
Il Comune di Roma ha avviato le operazioni preliminari per la realizzazione dello stadio della Roma nell’area di Pietralata, ma un ostacolo imprevisto rischia di compromettere l’intero iter. Il punto critico riguarda la possibile esistenza di un’area boscata, mai ufficialmente rilevata in precedenza, che potrebbe rientrare nei vincoli paesaggistici.
La questione è emersa dopo l’intervento dell’agronomo incaricato dal Campidoglio, Mauro Uniformi, presidente del Consiglio dell’Ordine nazionale dei dottori agronomi e forestali, il quale ha indicato in una relazione preliminare la presenza effettiva di vegetazione boschiva nell’area destinata all’impianto sportivo. Il problema principale risiede nell’assenza di tale bosco nei documenti catastali e nel Piano Territoriale Paesaggistico Regionale (PTPR), elemento che ha finora permesso di procedere senza vincoli ambientali.
Incontro istituzionale tra Comune e Regione per risolvere l’impasse
Il 22 maggio si è svolto un incontro tra rappresentanti del Comune di Roma e della Regione Lazio per affrontare direttamente la questione legata al “bosco di Pietralata”. Alla riunione hanno partecipato, tra gli altri, l’assessore capitolino all’Urbanistica Maurizio Veloccia, l’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi, il direttore generale Paolo Aielli e il dirigente regionale Fabio Genchi.
L’obiettivo del confronto è stato quello di individuare una soluzione praticabile che consenta l’abbattimento degli alberi, indispensabile per proseguire con gli scavi archeologici previsti dalla Soprintendenza. Le autorità comunali hanno chiesto alla Regione di intervenire autorizzando le operazioni di disboscamento, basandosi sul nulla osta archeologico rilasciato nel 2023, in un contesto in cui l’esistenza del bosco non risultava ancora nota.
Riconoscimento formale del bosco: le conseguenze legali e operative
Attribuire ufficialmente lo status di “bosco” all’area di Pietralata comporterebbe una serie di azioni burocratiche e tecniche molto complesse. Il Comune dovrebbe delimitare le particelle catastali interessate, classificare le specie vegetali presenti, inoltrare comunicazioni alla Regione e chiedere l’inserimento nel PTPR. Tale iter genererebbe inevitabilmente ritardi significativi, oltre a potenziali contenziosi sulla validità della delibera di pubblico interesse approvata due anni fa.
Per evitare questo scenario, si valuta la possibilità di riconoscere l’autorizzazione della Soprintendenza come base giuridica per procedere con l’abbattimento, integrando le operazioni con interventi di compensazione ambientale. Tuttavia, questa scelta richiede un supporto diretto da parte della Regione, che dovrà garantire la copertura normativa necessaria.
Scavi archeologici in corso e prossime tappe del progetto
Attualmente, le indagini archeologiche si concentrano su aree limitrofe a via degli Aromi, in prossimità dell’ex autodemolitore. Le operazioni non interessano ancora l’area boscata, proprio a causa dell’incertezza normativa. L’As Roma punta a presentare il progetto esecutivo entro il mese di ottobre 2025, ma il completamento degli scavi costituisce una fase imprescindibile.
La relazione definitiva dell’agronomo, attesa nei prossimi giorni, potrebbe confermare la presenza dell’area boscata, rendendo necessario un intervento tempestivo da parte della Regione Lazio per sbloccare l’impasse. In assenza di una risoluzione rapida, il rischio di nuovi slittamenti temporali si concretizzerebbe, compromettendo l’intero cronoprogramma stabilito dalla società giallorossa e dal Campidoglio.