Robert Francis Prevost è divenuto il 267º Papa della Chiesa cattolica, salendo al soglio pontificio con una rapidità superiore a quella registrata nel 2013 per Jorge Mario Bergoglio, che fu eletto Papa al quinto scrutinio, durante il secondo giorno del conclave.
Chi è Leone XIV, il nuovo Papa
Robert Francis Prevost, nato a Chicago nel 1955, rappresenta una delle figure ecclesiastiche più influenti della Chiesa cattolica contemporanea. Membro dell’Ordine di Sant’Agostino, ha sviluppato una carriera di rilievo che lo ha portato dalle missioni in Perù fino agli uffici vaticani più strategici. Ordinato sacerdote nel 1982, ha ricoperto incarichi accademici, pastorali e amministrativi di grande responsabilità. Nel 2023 è stato nominato prefetto del Dicastero per i Vescovi da Papa Francesco e successivamente creato cardinale.
Prevost ha iniziato il proprio cammino religioso nel 1977, anno in cui entrò nel noviziato agostiniano, emettendo i voti solenni nel 1981. La sua istruzione accademica è ampia e articolata: si è laureato in Matematica presso la Villanova University, quindi ha proseguito gli studi teologici presso la Catholic Theological Union di Chicago, ottenendo il titolo di Master. Successivamente si è trasferito a Roma, dove ha conseguito la licenza e il dottorato in diritto canonico presso il Pontificio Collegio San Tommaso d’Aquino, discutendo una tesi incentrata sul ruolo del priore locale nell’Ordine agostiniano.
Missioni in Perù e incarichi nella formazione clericale
Dopo l’ordinazione sacerdotale del 1982, Prevost ha svolto attività missionaria in Perù dal 1985 al 1986, ricoprendo l’incarico di cancelliere presso la Prelatura di Chulucanas. Tornato temporaneamente negli Stati Uniti, è stato responsabile vocazionale e direttore delle missioni per la provincia agostiniana di Chicago.
Rientrato in Perù, ha guidato per dieci anni il seminario agostiniano di Trujillo, insegnando diritto canonico anche nel seminario diocesano. In quegli anni ha ricoperto diversi ruoli, tra cui quello di vicario giudiziale, funzionario pastorale e formatore. Nel 1999 è stato eletto priore provinciale della provincia “Mother of Good Counsel” e, successivamente, nel 2001, ha assunto il ruolo di priore generale dell’Ordine agostiniano per due mandati consecutivi, fino al 2013.
Nomine episcopali e responsabilità vaticane
Nel 2014 Papa Francesco lo ha nominato amministratore apostolico della diocesi di Chiclayo, incarico che ha poi assunto in via definitiva nel 2015 come vescovo titolare. Durante il suo episcopato, Prevost ha fatto parte del consiglio permanente della Conferenza Episcopale Peruviana, ricoprendo anche la carica di vicepresidente.
In quegli anni, la Conferenza ha giocato un ruolo significativo nel garantire stabilità politica in Perù durante numerose crisi istituzionali. Tra il 2020 e il 2021 ha assunto anche l’amministrazione apostolica della diocesi di Callao. Nel gennaio 2023, Papa Francesco lo ha chiamato a Roma per affidargli la guida del Dicastero per i Vescovi, organismo cruciale per la nomina episcopale a livello globale. Nello stesso anno, è stato elevato alla dignità cardinalizia.
Accuse di abusi e gestione delle indagini
Il cardinale Prevost è stato coinvolto in due casi controversi relativi ad abusi sessuali da parte di membri del clero. Il primo episodio risale al periodo in cui ricopriva il ruolo di provinciale a Chicago: un sacerdote, poi condannato per abusi, fu temporaneamente ospitato in un convento situato nei pressi di una scuola elementare.
Più recentemente, nel 2022, due sacerdoti della diocesi di Chiclayo sono stati accusati di molestie su tre bambine. Alcuni critici sostengono che Prevost non abbia agito con la dovuta tempestività, ma la diocesi ha dichiarato che egli seguì tutte le procedure canoniche previste.
Ricevette personalmente le presunte vittime, avviò un’indagine preliminare e consigliò loro di rivolgersi anche alle autorità civili. Nel luglio dello stesso anno trasmise la documentazione al Dicastero per la Dottrina della Fede. I suoi difensori sottolineano che esistono comunicazioni ufficiali, comprese quelle della Nunziatura Apostolica in Perù, che confermano la correttezza delle sue azioni e l’attenzione dedicata alle vittime.
