La cultura e l’arte hanno sempre distinto il Paese che può vantare il maggior numero di siti patrimonio dell’umanità: l’Italia. Con ben 60 siti, lo stivale ha conquistato la vetta della classifica Unesco, seguita dalla Cina e al terzo posto dalla Germania. In Italia, infatti, non si smette mai di sognare, di essere trasportati in un'altra epoca, in altre tradizioni, in altre credenze coltivate nel tempo e proprio dal verbo “coltivare” che deriva la parola “cultura”. Ma come sappiamo, coltivare richiede tempo, e il tempo è proprio ciò con cui ci si deve rapportare quando si parla di cultura, anche se – è vero – la cultura è in divenire e si produce anche qui, anche ora.
Ed è sullo sfondo di Cerveteri, un sito che custodisce un patrimonio Unesco, che si è svolta qualche settimana fa una conferenza dal titolo provocatorio “Il tempo della cultura” al Palazzo del Granarone nell’ambito del progetto “Cultura Turismo Lavoro” della Fondazione Anna Maria Catalano, per dimostrare e mettere in evidenza quanto il concetto di tempo legato alla cultura non esista, in particolare in una società dove tutto scorre velocemente.
“La fondazione Anna Maria Catalano è nata 18 anni fa in memoria e ad onore di mia moglie, Anna Maria, e si occupa di progetti di ricerca applicando nuove tecnologie a metodi tradizionali – ha dichiarato Sergio Estivi, Presidente Collegio Scientifico Fondazione A. M. Catalano - Quindi una sorta di armonia tra sviluppo e tradizione. Il progetto è finanziato al 75% con fondi PNRR dell’Unione Europea Next Generation gestiti dal ministero della Cultura nell'ambito del programma transizione digitale degli organismi culturali e creativi. Il progetto nasce proprio per dare voce ai territori, nel caso specifico Fiumicino e Cerveteri per nostra libera scelta, ma avremmo potuto scegliere qualunque altra parte del territorio nazionale. Come lo facciamo? Non da esperti, ma da persone comuni.”
L’arte tra Roma e Cerveteri
E proprio Cerveteri, al centro del progetto della fondazione, è una città che ha tanto da raccontare, è simbolo della civiltà etrusca, custodisce il patrimonio Unesco delle necropoli Etrusche - insieme a quelle di Tarquinia - ma da sempre per così dire “soffre” la vicinanza con Roma. A confermarlo, sono state Elena Gubetti, sindaca di Cerveteri, e Federica Battafarano, vicesindaca e assessora alla Cultura di Cerveteri, che ricordano anche come l’amministrazione sta facendo molto per invertire questa tendenza. Cerveteri, infatti, è una città con un patrimonio culturale importante, che deve essere valorizzata non solo per il sito Unesco, ma anche per tutte le bellezze che custodisce al suo interno.
Il tempo delle donne
Oltre al sito Unesco della Banditaccia di Cerveteri, è eredità degli etruschi proprio l’immagine che ci viene restituita della donna, esempio perfetto di emancipazione, di libertà e di autonomia. E come raccontava lo studioso Jean-Paul Thuillier, “le donne etrusche, a differenza di Penelope e Andromaca, non si accontentavano di attendere pazientemente a casa il ritorno degli sposi, ma prendevano legittimamente parte a tutti i piaceri della vita”. Anche se non era per tutte così: “Il tempo delle donne - come ha affermato Mihaela Gavrila, professoressa Sapienza e Vicepresidente Fondazione A. M. Catalano – è eterno, ma nella cultura etrusca le donne avevano una loro libertà, una loro indipendenza, avevano un loro empowerment. Però non tutte le donne beneficiavano di questo empowerment. Quelle che non avevano accesso erano esattamente quelle meno acculturate, quelle che avevano meno accesso ai beni culturali e spirituali. Quindi cultura ed emancipazione femminile viaggiano di pari passo.”
Proteggere e conservare per ricordare
Il tempo è nemico della memoria, ma non della cultura. Monumenti, dipinti, poesie, l’arte in tutte le sue forme ci ricorda chi siamo, ma soprattutto chi siamo stati, e alcune volte si spinge più in là del confine temporale, immaginando chi saremo, ma per mantenere viva la memoria, bisogna proteggere e conservare il patrimonio, azioni che vanno di pari passo con la valorizzazione dello stesso.
Tiziana Biolghini, Consigliere Delegato Città Metropolitana di Roma, ha sottolineato ai microfoni di Radio Roma come sia necessario l’occhio femminile per una valorizzazione del territorio e culturale, una valorizzazione che va di pari passo con la conservazione del patrimonio. Lo ha ricordato anche Margherita Eichberg, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio Provincia di Viterbo e Etruria Meridionale, la quale parla di valorizzazione come un punto di arrivo che parte dalla conoscenza e va intesa come fruizione. Il Colonnello Daniela Piccoli, Cattedra Scienze Ambientali Scuola Ufficiali Carabinieri, ha specificato come sia importante intervenire nella prevenzione in maniera mirata e preparata.
