A dieci giorni dall’introduzione del Codice Identificativo Nazionale (CIN) per le strutture alberghiere e per gli affitti brevi, obbligatorio dal 1° gennaio 2025, il panorama delle strutture turistiche italiane presenta diverse criticità. Nonostante l’obbligo di registrazione, circa il 20% degli host non ha ancora adempiuto alle disposizioni di legge. Secondo i dati forniti dal Ministero del Turismo aggiornati al 9 gennaio, su 575.573 strutture destinate alla locazione turistica, solo 461.115 risultano regolari, pari all’80% del totale.
Affitti brevi, ancora molte strutture irregolari
L’obbligo di dotarsi del CIN, che prevede anche la presentazione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) presso i Comuni e l’adozione di specifiche misure di sicurezza, sembra non essere stato recepito da una parte significativa degli operatori. A peggiorare il quadro, vi è il fenomeno delle strutture completamente abusive, per le quali non esistono dati ufficiali ma solo stime approssimative. Controlli e accertamenti sono in corso in tutto il Paese, dalle grandi città ai piccoli borghi, e per le strutture irregolari scatteranno presto le sanzioni previste dalla normativa.
La situazione nel Lazio e le altre regioni
Nel dettaglio regionale, il Lazio si colloca sotto la media nazionale, con 41.138 strutture registrate, ovvero circa il 72% del totale, lasciando due su cinque fuori norma. Tra le regioni meno conformi figurano anche l’Umbria e il Friuli Venezia Giulia, che registrano solo il 58% di regolarità, e le Marche, ferme al 75%. Al contrario, Basilicata e Valle d’Aosta si distinguono come esempi di virtuosità, con percentuali di regolarità rispettivamente del 94% e del 90%.
Per quanto riguarda le eventuali sanzioni, l’avv. Gennaro Sposato esperto in materia per lo studio multinazionale interdisciplinare Rodl & Partner dichiara che "per un immobile privo del Cin possono arrivare a 8mila euro mentre la mancata esposizione è sanzionata con una pena pecuniaria che va da 500 a 5mila euro. L’assenza di estintori e rilevatori obbligatori è sanzionata con una multa che può arrivare fino a 6mila euro, ma attenzione per violazione accertata. L’insussistenza dei requisiti di sicurezza obbligatori è poi sanzionata secondo le disposizioni regionali o statali".