Primi giri di shopping tra le strade di Roma dove da ieri sono iniziati i saldi invernali. Per sei settimane è caccia all’affare con lo sguardo puntato soprattutto su abbigliamento, scarpe e biancheria. Un tour de force per qualcuno che teme di non trovare più quel capo che tanto sperava di comprare a prezzo scontato; per altri è invece un’occasione anche per visitare le zone appena riaperte dopo i lavori. Turisti dello shopping che arrivano anche da fuori regione per unire l’utile al dilettevole.
Saldi Roma, dal Codacons la guida anti fake news dal cartellino ai cambi
Per i consumatori romani e non solo, il Codacons ha stilato un vademecum di cose da saper per evitare il rischio fregature. “Cominciano i saldi e come ogni anno incombono sugli sconti stagionali false credenze, leggende metropolitane e fake news che confondono i consumatori e rendono più difficile per i cittadini tutelare i propri diritti” spiega l’associazione in difesa dei consumatori che ha quindi realizzato una guida anti fake news per aiutare chi ha deciso di fare acquisti durante i saldi invernali e garantire loro le informazioni necessarie per spendere in tutta sicurezza.
Per il Codacons sono 11 i punti chiave da tener presenti durante i saldi, si spazia dal cartellino sul quale deve essere indicato il prezzo di partenza, alla percentuale dello sconto, non sempre un ribasso significa fare un vero affare. Un elenco di falsi miti e bufale che il Codacons è pronto a smontare una ad una.
Il vademecum per evitare fregature
- “Niente resi o cambi durante i saldi”. Falso: il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso (anche se dichiara il contrario), e se il cambio non è possibile si ha diritto alla restituzione dei soldi (non a un buono).
- “Nel periodo dei saldi niente altri sconti o promozioni”. Falso: non è vietato fare offerte separate (per esempio, sulle rimanenze di magazzino), ma questi articoli devono essere proposti separatamente, così come quelli non scontati.
- "Niente garanzia sui prodotti in saldo”. Falso: la garanzia legale c’è anche sui prodotti in saldo e ha durata di due anni.
- “I prodotti in saldo devono riportare solo lo sconto”. Falso: ora è necessario esporre il cartellino che indica il prezzo più basso applicato nei 30 giorni antecedenti l'inizio dei saldi, quello nuovo e il valore percentuale dello sconto.
- “Le informazioni sul cartellino non sono vincolanti”. Falso: le cifre indicate sono vincolanti, alla cassa non può essere richiesto un prezzo diverso e non può essere applicato uno sconto inferiore.
- “Qualsiasi prodotto può finire in saldo”. Falso: le vendite devono essere realmente di fine stagione, la merce in saldo non può comprendere fondi di magazzino. E i prodotti in saldo devono essere separati dagli altri, non mescolati.
- “Se il prodotto è esaurito c’è il buono”. Falso: se il prodotto comprato è andato esaurito il cliente ha diritto alla restituzione dei soldi spesi, e non è obbligato ad accontentarsi di un buono-acquisto.
- “I capi devono sempre essere provati”. Falso: non c’è nessun obbligo. I capi e gli accessori in saldo possono essere provati, a meno che il commerciante non indichi il contrario (ma meglio diffidare di chi non concede la prova dei capi in saldo).
- “Si può pagare solo in contanti”. Falso: tutti i commercianti sono tenuti ad accettare i pagamenti effettuati attraverso carte di pagamento, per qualsiasi importo, anche durante i saldi.
- “Gli sconti maggiori sono sempre i più convenienti”. Falso: alcuni operatori applicano sconti eccessivi, annunciati come “sensazionali”, pari o superiori al 60%. La spiegazione, però, è tutt’altro che “sensazionale”: si tratta di prezzi originari gonfiati per farli apparire più convenienti.
- “Per tutelarsi basta conservare lo scontrino”. Falso: la scelta migliore è quella di fotocopiarlo (tende a sbiadire dopo pochi mesi), e conservarlo insieme alla (eventuale) garanzia.