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Lotito: "La nostra competizione non è con la Roma, sono sempre sotto di noi. Baroni? Si sente parte di questa famiglia"

Lotito: "La nostra competizione non è con la Roma, sono sempre sotto di noi. Baroni? Si sente parte di questa famiglia"

lazio

Claudio Lotito ha rilasciato delle dichiarazioni ai giornalisti all'uscita dal consiglio della FIGC dove ha parlato anche della rivalità tra Roma e Lazio.

Le parole di Lotito

Quanto è soddisfacente per lei arrivare davanti alla Roma?

"Da quando sono presidente, la Roma ha sempre veleggiato su posizioni inferiori, ma la mia competizione non è con la Roma. A me interessa risolvere problemi. La nostra è una famiglia in cui io metto la faccia e per questo attaccano tutti me. Ma da altre parti sento dire “Avessimo noi un presidente come Lotito!”. Nella vita, se ti assumi la responsabilità di una gestione devi farlo fino in fondo. Ho in testa un programma tale che vede la Lazio raggiungere certi obiettivi, sia in termini organizzativi che di risultati sportivi senza fare “la figura della cicala”, quella non la farò mai. Io lo ripeto, sono un presidente tifoso, non un tifoso presidente. I tifosi presidenti sono tutti morti dal punto di vista imprenditoriale".

Cosa serve a questa squadra per provare ad ambire allo Scudetto?

"Il denaro è un elemento importante, non un elemento indispensabile, senza il quale non vinci. L’Atalanta lo scorso anno ha vinto l’Europa League e c’erano squadre ben più attrezzate".

Lo stadio si farà?

"Stiamo lavorando anche per quello, a metà novembre ci sarà lo studio di pre-fattibilità. Guardate quanti fronti abbiamo aperti. Abbiamo finito il centro sportivo, la prossima settimana inizieremo i lavori dell’academy: ci sarà una scuola, uno studentato, la foresteria per i ragazzi. Quindi “coltiveremo” i bambini dalla scuola calcio per tutti i settori giovanili e poi la chiesa. Per me è fondamentale, perché io voglio educare i giovani ai valori cristiani. I valori del calcio sono il rispetto dell’essere umano, il merito, l’umiltà, la dedizione, il rapporto con gli altri. Il calcio deve stare al servizio della gente, non al servizio di Claudio Lotito. Io sono il proprietario dal punto di vista civilistico, perché proprietario della società".

Che ruolo ha il calcio nella società?

"Io coltivo passioni, che sono nate nel 1900 quando è stata costituita la società e che sono state coltivate, quindi ho l’obbligo di preservarle, mantenerle e tramandarle. E poi, come ricordo sempre, il calcio è di didascalico e moralizzatore, il calcio deve insegnare qualcosa, deve aiutare le persone meno abbienti, meno fortunate. Immaginate quanta gente c’è che non ha la fortuna di avere né le disponibili economiche, né le condizioni fisiche e che attraverso la vittoria della propria squadra del cuore, con la prestazione che viene fatta col cuore e con la determinazione da parte dei giocatori, superano le difficoltà della vita quotidiana e diventano stimolo, forza".

Su Baroni...

"L’ho scelto con una funzione e la sta interpretando nel migliore dei modi, perché si sente parte integrante di questa famiglia. Noi abbiamo creato una famiglia dove sono tutti i figli, Baroni è colui che coordina questa grande famiglia dal punto di vista tecnico. Per la squadra deve essere un maestro di vita, come Tommaso Maestrelli. Io non voglio più i nomi, ma i combattenti".