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Aggredito da un ex paziente nello studio medico, come sta l’immunologo Francesco Le Foche

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Francesco Le Foche

Migliorano le condizioni di salute dell’immunologo Francesco Le Foche, aggredito nel suo studio a Roma da un ex paziente. A dare notizie sulla salute del medico ricoverato al policlinico Umberto I è il ministro della Salute Orazio Schillaci, oggi a margine delle celebrazioni per il 50esimo anniversario dello stabilimento Sanofi di Anagni in provincia di Frosinone.

Aggredito da un ex paziente, come sta l’immunologo Francesco Le Foche

“Sta meglio, – ha detto Schillaci – l’ho sentito al telefono. Appena possibile, con calma, vorrei anche andare a trovarlo”. Poche parole ma importanti vista l’apprensione che l’episodio di violenza nei confronti di Francesco Le Foche ha suscitato. L’immunologo è stato massacrato di botte da un ex paziente curato da un problema alla spina dorsale. L’uomo secondo quanto ricostruito avrebbe insistito affinché il dottore si prendesse cura del cane. “Ma io non potevo, non sono un veterinario. Credo sia questo il motivo per cui sono stato aggredito” ha raccontato poi Le Foche.

La violenza: salvato da un poliziotto

L’uomo lo avrebbe colpito con un porta dolcetti di cristallo e poi picchiato a mani nude. Quando un poliziotto fuori servizio preoccupato da urla e rumori è entrato nello studio medico lo ha trovato ancora sopra di lui, mentre Le Foche era in una pozza di sangue.

Le Foche è stato sottoposto ad un’operazione lo scorso 7 ottobre. Solo una parte degli interventi che dovrà subire per “fratture del distretto maxillo-facciale e in particolare delle brutte fratture delle ossa nasali e del complesso orbito-zigomatico”, aveva spiegato Valentino Valentini, primario Uoc Chirurgia Maxillo-facciale del policlinico Umberto I di Roma dopo l’operazione.

le foche
il policlinico Umberto I

Le Foche: “Non ho risentimento contro questa persona però i medici dovrebbero essere un po’ più tutelati”

L’immunologo domenica scorsa è intervenuto in diretta con Mara Venier aveva spiegato che “oggi mi hanno ricontrollato dopo due interventi sull’occhio e mi hanno detto che l’occhio sta un po’ meglio ma deve essere chiaramente in prognosi riservata perché è un occhio altamente traumatizzato con uno scoppio per cui, insomma, dobbiamo aspettare un po’ di tempo, però credo di farcela”.

Della sera dell’aggressione non ricorda niente ma ha detto a Domenica In “non ho risentimento contro questa persona però credo che i medici siano molto esposti e dovremmo essere un po’ più tutelati”.

“Noi amiamo fare i medici, amiamo fare il massimo per il paziente, siamo onorati di occuparci della salute delle persone, però dovremmo anche essere un po’ più tutelati –  ha ribadito – questo è stato un caso eccezionale, un cane sciolto con problematiche psichiatriche, però in termini generali i medici del pronto soccorso, i medici di famiglia, che sono in prima fila, devono essere tutelati”.