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Sciopero taxi a Roma martedì 10 ottobre: le fasce di garanzia

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Due giorni di fuoco per la mobilità di Roma: oggi, lunedì 9 ottobre, lo sciopero dei mezzi, domani, martedì 10 ottobre, è previsto invece lo sciopero taxi, che protestano contro il decreto Asset. Lo sciopero, se non revocato, durerà 24 ore e rischia di complicare il fronte mobilità di Roma, dove trovare un taxi è sempre più difficile.

Usb, uno dei sindacati promotori dello sciopero, spiega: “Una giornata di mobilitazione che vede gli autoferrotranvieri scendere nelle piazze e manifestare il loro dissenso. Lo sciopero rivendica salari e condizioni di lavoro dignitosi; il superamento degli appalti e subappalti ad aziende private che offrono servizi di scarsa qualità e lavoro sottopagato; l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro; il salario minimo per legge a 10 euro l’ora”.

Lorenzo Bittarelli, presidente della Cooperativa Radio Taxi 3570, aggiunge: “Non si sparino numeri a caso per far clamore, che poi quando cala il lavoro si intoppa tutto e ci ritroviamo le macchine sul groppone, senza piazzole di sosta, adeguate infrastrutture né corsie preferenziali”.

Sciopero taxi a Roma, le fasce di garanzia

Sciopero taxi Roma
immagine di repertorio

Lo sciopero dei taxi a Roma, così come in tutta Italia, durerà 24 ore. Ma saranno rispettate le fasce di garanzia: fino alle 8.30 e dalle 17 alle 20. I collegamenti, inoltre, saranno a rischio anche nella notte tra domenica e lunedì

Taxi, i motivi dello sciopero

Il sindacato Usb, in una nota, spiega così i motivi che portano allo sciopero: “A un anno dall’insediamento del Governo Meloni come USB-TAXI insieme ad altre sigle, abbiamo proclamato uno sciopero di 24 ore per una serie di motivi. La causa scatenante è il Decreto Asset, un provvedimento Omnibus (quei “contenitori minestrone” dove la politica c’infila di tutto), predisposto non a caso nel periodo estivo, con tempi di approvazione contingentati, 60 gg.

Così oltre ai Taxi (art.3), troviamo: un tributo (di gran lunga inferiore alle dichiarazioni) riguardante i superprofitti bancari, misure che dovrebbero contenere i prezzi dei voli, i lavoratori Alitalia, gli aiuti per i territori colpiti da catastrofi naturali, il granchio blu, il vino, i microprocessori, la difesa del made in Italy, e tanto altro. Ovviamente questa misticanza legislativa rende difficile il contrasto delle varie misure, specie perché così come d’abitudine i decreti di questo tipo arrivano “blindati” pronti alla votazione di fiducia.

Un meccanismo che a più riprese ha sollevato osservazioni perfino dal Presidente della Repubblica che ha chiesto in diversi interventi di farne un uso meno “ampio””.