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Sanità, 118 sempre più in affanno: mancano le ambulanze e si ricorre ai mezzi dell’esercito

immagine di repertorio

Troppe persone al pronto soccorso, le ambulanze degli ospedali romani non bastano a coprire la crescente richiesta di soccorsi in città. Colpa della nuova impennata di casi Covid e del caldo eccessivo che opprime la Capitale. Così, per sopperire alla mancanza di mezzi, il 118 farà affidamento sulle ambulanze dell’esercito e di aziende esterne.

“Si registra un grave sovraccarico del servizio di emergenza territoriale” e “si ritiene necessario, in via del tutto eccezionale e temporanea, procedere con l’acquisizione di mezzi di soccorso di enti terzi”, si legge in un’informativa dell’Ares 118. La rete ospedaliera romana è già in affanno, perché la nuova ondata di contagi è arrivata molto prima di quanto ci si aspettasse. E a peggiorare le cose c’è il caldo record e gli incendi che rendono irrespirabile l’aria in molte zone della città.

Così la fila delle ambulanze ferme ai pronto soccorso, perché all’interno non c’è posto per nuovi pazienti, si allungano, e i mezzi per le altre richieste non ci sono. Ieri mattina erano 105 le chiamate in attesa, 45, invece, le ambulanze bloccate. Gli altri mezzi necessari a tamponare la nuova emergenza, potrebbero essere forniti dall’esercito.

Anche se l’ipotesi non piace ai sindacati: “Siamo perplessi e contrari all’utilizzo di tale forma di esternalizzazione, specie in considerazione che da oltre un anno si era programmata una re-internalizzazione, sia dei mezzi sia del personale”, dicono i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil.