ZTL e mobilità, lo studio Luiss: numeri, impatti e soluzioni in una città come Roma
Ospite in collegamento: prof. Fabio Orecchini, direttore dell'Osservatorio auto e mobilità della Luiss Business School
L’Italia guida l’Europa per zone a traffico limitato: secondo lo studio "Auto e città oltre il divieto" della Luiss Business School, su 500 ZTL attive in Europa ben 446 si trovano nel nostro Paese. Considerando tutte le restrizioni alla circolazione, l’Italia detiene il 56,2% dei provvedimenti in un’Europa allargata (UE, Regno Unito e Paesi EFTA). A raccontarlo è il prof. Fabio Orecchini, direttore dell’Osservatorio Auto e Mobilità, che pone Roma al centro del dibattito su divieti, alternative e qualità della vita urbana.
A cosa servono le ZTL
"In Italia si usa spesso il termine ZTL per indicare regole diverse, includendo anche le Low Emission Zone - spiega il prof. Orecchini -. La ZTL nasce per tutelare i centri storici e il patrimonio, mentre le LEZ mirano a ridurre l’inquinamento atmosferico. Perché in Italia ne abbiamo così tante? È abbastanza intuitivo: abbiamo molte zone di pregio e borghi anche di età medievale che vanno protetti e tutelati. Quindi le ZTL hanno delle funzioni ben precise, non solo limitare la mobilità ai cittadini".
A Roma il confronto su questo fronte è acceso: da un lato c'è chi vede le ZTL come limiti alla libertà di movimento, dall’altro chi chiede spazi più vivibili e meno traffico nei quartieri più fragili dal punto di vista storico e archeologico. Come coniugare questi aspetti? E soprattutto Roma è in grado di "far contenti tutti"?
La necessità di potenziare il trasporto pubblico
Lo studio sottolinea un punto in particolare: la necessità di offrire alternative credibili, a partire dal potenziamento del trasporto pubblico e da una migliore integrazione modale.
"Gli impatti ambientali delle restrizioni si rivelano efficaci - ha continuato il prof. Orecchini -; sul piano economico, dopo eventuali flessioni iniziali, crescono valore immobiliare e attività commerciali, specie dove si progettano pedonalizzazioni di qualità. La criticità principale riguarda il rischio di iniquità sociale per chi possiede auto datate. Le esperienze virtuose indicano incentivi al ricambio del parco circolante e servizi alternativi capillari come condizioni essenziali per l’accettabilità sociale. Un dato guida la pianificazione futura: oltre il 70% dei veicoli nel mondo circola in aree urbane; orientare oggi le regole della mobilità significa migliorare salute, sicurezza e benessere dei cittadini nei prossimi decenni".