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Voci e Tradizioni del Lazio torna a Roma: al Teatro Petrolini la giornata conclusiva

Domenica 18 ottobre al Teatro Petrolini di Testaccio la giornata conclusiva di Voci e Tradizioni del Lazio con stage, rassegna-concorso e degustazioni tipiche.

Voci e Tradizioni del Lazio torna a Roma: al Teatro Petrolini la giornata conclusiva

Voci e Tradizioni del Lazio torna nella Capitale con la sua seconda edizione e sceglie il cuore di Testaccio per la chiusura del programma. Domenica 18 ottobre, lo storico Teatro Petrolini di Roma ospiterà una giornata interamente dedicata a teatro, dialetti, memoria popolare e sapori del territorio, in un intreccio di linguaggi pensato per valorizzare l’identità regionale.

Il progetto è promosso dall’associazione La Stanza 236 APS con il contributo della Regione Lazio, attraverso il Fondo per le iniziative di promozione e valorizzazione del territorio regionale. L’iniziativa, nata dall’incontro tra paesaggio, arte e tradizioni, intende mettere in dialogo il patrimonio culturale e i prodotti enogastronomici tipici, offrendo al pubblico un percorso di scoperta che unisce scena e territorio.

Un progetto che valorizza il territorio

Nei mesi che hanno preceduto l’evento conclusivo, l’associazione promotrice ha attraversato alcuni dei luoghi più suggestivi del Lazio alla ricerca di artisti e realtà capaci di rappresentarne la ricchezza culturale. Questo lavoro, durato oltre tre mesi, ha costruito un mosaico di esperienze locali che troverà compimento sul palco del Teatro Petrolini. L’obiettivo dichiarato è trasformare la manifestazione in un appuntamento annuale, così da offrire continuità, visibilità e occasioni di incontro a chi custodisce e rinnova le tradizioni regionali.

Il programma della giornata

La giornata alzerà il sipario con un saluto istituzionale e proseguirà con un calendario che unisce formazione, ricerca sulla scena e promozione del territorio. È previsto l’intervento dell’On. Federico Rocca, Consigliere di Roma Capitale, a sottolineare il radicamento locale di una rassegna che coinvolge l’intero Lazio.

Alle 10:30 partirà uno stage formativo teatrale della durata di tre ore dedicato alla commedia atellana, antica forma di teatro popolare italico nata ad Atella e successivamente diffusasi a Roma. Nel pomeriggio si svolgerà una rassegna-concorso di monologhi e corti teatrali con interpreti in arrivo dalle cinque province del Lazio, seguita da uno spazio di promozione del turismo culturale e da degustazioni gratuite di prodotti tipici regionali.

Lo stage del mattino: la commedia atellana

Il percorso formativo, guidato dal Maestro Piergiorgio Sperduti, direttore artistico de “La Valigia di Prospero”, prevede una struttura in due tempi: una parte introduttiva di taglio storico-teorico e una sessione pratica finalizzata a ipotizzare una rappresentazione contemporanea. Il focus comprende un approfondimento sulle tradizioni comiche dell’Italia antica, dall’atellana alla commedia togata, con particolare attenzione al contesto del Lazio meridionale e al territorio dell’attuale provincia di Frosinone. L’impianto didattico coniuga studio delle fonti e sperimentazione scenica, così da offrire strumenti concreti per la messa in scena e chiavi di lettura aggiornate di testi e maschere della tradizione.

La scelta di dedicare lo stage alla commedia atellana sottolinea l’intento di riportare in primo piano un patrimonio che ha lasciato un segno nella storia del teatro. La declinazione teorico-pratica consente di ripercorrere i caratteri originari di questa antica forma espressiva e, al tempo stesso, di esplorarne la vitalità nel presente, con riferimenti puntuali alla cultura del Lazio e alle sue continuità nel tempo.

Pomeriggio tra dialetti e nuove voci

Nel pomeriggio la manifestazione cambia registro e accoglie la rassegna-concorso dedicata ai monologhi e ai corti teatrali. Gli artisti, provenienti dalle cinque province del Lazio, porteranno in scena testi nei dialetti locali o lavori ispirati a personaggi e luoghi della regione. La giuria, composta da attori e registi teatrali, assegnerà i tre premi in palio, valorizzando qualità interpretativa, scrittura scenica e capacità di dialogo con la tradizione.

La scelta di dare centralità ai dialetti e alle parlate locali intende restituire dignità linguistica e culturale a espressioni che raccontano storie, paesaggi e comunità. La formula della rassegna-concorso crea inoltre un’occasione di confronto tra esperienze diverse, contribuendo a costruire un repertorio vivo e in ascolto del presente.

Sapori e promozione del Lazio

La giornata si completerà con uno spazio promozionale dedicato al turismo culturale del Lazio, impreziosito da dimostrazioni e degustazioni gratuite di prodotti enogastronomici tipici della regione. Questo segmento offre una prospettiva integrata tra scena e territorio: da un lato la rappresentazione delle tradizioni, dall’altro il racconto dei saperi legati ai prodotti locali. Il pubblico potrà così incontrare sapori e storie che costituiscono parte essenziale dell’identità regionale, in un percorso che rinnova il legame tra cultura materiale e patrimonio immateriale.

Un lavoro di ricerca lungo tre mesi

La selezione degli artisti ha richiesto un attento lavoro di ricerca e confronto, strutturato in un percorso di oltre tre mesi attraverso il territorio. L’associazione La Stanza 236 APS ha individuato realtà in grado di rappresentare le molte anime del Lazio, costruendo un programma che mira a restituire complessità e varietà. Questa attività preparatoria ha permesso di intrecciare esperienze, luoghi e linguaggi, generando un quadro unitario in cui le differenze diventano valore culturale condiviso.

La prospettiva di rendere la manifestazione un appuntamento fisso nel calendario regionale risponde all’esigenza di continuità: la valorizzazione del patrimonio culturale richiede progetti capaci di consolidarsi nel tempo, offrendo ai territori un canale stabile di narrazione e promozione. In questo scenario, l’apporto del sostegno della Regione Lazio e del relativo Fondo dedicato rappresenta un tassello decisivo per sostenere pratiche di diffusione culturale radicate e inclusive.

Roma e le province al centro della scena

La scelta del Teatro Petrolini e del quartiere Testaccio colloca Roma come snodo naturale di una rete che abbraccia le province laziali. La giornata conclusiva accoglie le voci raccolte lungo il percorso, restituendo al pubblico la mappa di un patrimonio vivo che unisce comunità, palcoscenici e produzioni locali. In questo incrocio di memorie, accenti e sapori, Voci e Tradizioni del Lazio ribadisce il proprio ruolo di piattaforma di scambio e crescita, offrendo a Roma e al Lazio un’occasione concreta di incontro tra creatività, ricerca e tradizione.