Viterbo, violenza sessuale: operatore sociosanitario condannato a 4 anni e 8 mesi
Ospite in collegamento: Gaetano Alaimo, direttore di "New Tuscia"Un operatore sociosanitario è stato condannato a 4 anni e otto mesi per violenza sessuale di minore entità ai danni di due delle quattro pazienti coinvolte. La decisione è arrivata al termine del processo che ha riguardato presunti abusi commessi all’interno di una casa di cura della città. L’imputato, un trentenne arrestato nel 2018, era chiamato a rispondere di condotte contestate in più episodi.
Secondo il collegio giudicante, le responsabilità sono state accertate per due casi, mentre per gli altri capi la posizione è variata: in un episodio l’accusa è stata derubricata a violenza privata, in un altro è arrivata l’assoluzione piena. In sede civile il giudice ha disposto il versamento di duemila e settemila euro, come stabilito per i diversi profili risarcitori.
Le contestazioni e l’esito dibattimentale
Il procedimento, avviato dopo l’arresto del 2018, ha ricostruito le condotte denunciate all’interno della casa di cura di Viterbo, nel territorio del Lazio. In aula sono state ascoltate le presunte vittime e acquisite le prove documentali, con un quadro che ha portato a una condanna limitata a due dei quattro episodi originariamente imputati, con diverse valutazioni giuridiche sui restanti capi.
Nel corso della requisitoria, l’accusa guidata dalla pm Paola Conti aveva sollecitato una pena pari a 9 anni di reclusione. Il tribunale ha invece definito la misura sanzionatoria in 4 anni e otto mesi, tenendo conto degli esiti istruttori e delle qualificazioni giuridiche emerse.
Ricordiamo che nella legge italiana vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva.