Il personaggio del giorno: Virginia Woolf
Adeline Virginia Stephen Woolf, nacque a Londra il 25 gennaio del 1882. E’ passata alla storia come una delle icone più importanti della letteratura inglese nel XX secolo, impegnata soprattutto nella lotta per la parità di genere.
Suo padre, Sr Leslie Stephen, fu uno storico, critico letterario, autore e anche alpinista, mentre sua madre, Julia Prinsep Jackson, fu una modella per pittori di origine indiana. Leslie, essendo quindi un letterato di una certa notorietà, fece in modo che Virginia, assieme ai fratelli, venisse cresciuta in una atmosfera influenzata dalla società letteraria vittoriana. E proprio come da regole vittoriane dell’epoca, Virginia non ebbe l’opportunità di frequentare istituti scolastici: fu la madre stessa ad impartirle lezioni di francese e latino. Dal padre le fu consentito però di leggere i libri che possedeva nella biblioteca del suo studio.
Tutto ciò porto la donna e anche il fratello Thoby, a mostrare sin da subito un certo interesse per la scrittura e la letteratura, tanto che, diedero vita ad una sorta di giornale domestico, l’Hyde Park Gate News, in cui scrivevano storie di famiglia. Dopo la morte della madre, quando lei aveva solo tredici anni, l’atmosfera felice della famiglia inevitabilmente cambiò, portando il padre a vendere la nota casa al mare in cui trascorsero tutte le estati e che Virginia ricordò anche in alcune opere future, come luogo dei momenti più belli.
Tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del novecento, finalmente riuscì a concretizzare il suo sogno, studiando storia e lettere classiche al King’s College London, particolarmente prestigioso. Al contempo però i momenti complessi non sembravano arrestarsi. Morì la sorellastra Stella proprio quando fu ammessa agli studi e nel 1904 anche il padre. Tutto questo portò la donna ad avere un serio crollo nervoso.
Il primo circolo intellettuale a cui diede vita fu il Bloomsbury Group e cominciò poi a scrivere per il supplemento letterario del Times. Ebbe l’opportunità di conoscere grandi intellettuali come Bertrand Russell, Ludwig Wittgenstein e Edward Morgan Forster. Ben presto conobbe anche colui che sarebbe diventato suo marito, il teorico politico Leonardo Woolf, da cui ereditò il cognome.
Ciò che viene maggiormente ricordato della Woolf, furono non solo le immense opere letterarie ma anche l’impegno condotto ad istruire le operaie in un collegio della periferia, e poi, non meno importante, il suo avvicinamento ai gruppi delle Suffragette. La sua condizione psicologica, influenzata dalle perdite delle persone più care, la portò in vari momenti della sua vita a cadere in depressione, fino a tentare addirittura il suicidio.
A questo proposito, la figura del marito fu importantissima: le propose di fondare un’impresa editoriale, la Hogarth Press, per la quale fra i tanti pubblicarono anche Freud, Svevo e Joyce. Probabilmente fra i suoi scritti più preziosi e significativi c’è Una stanza tutta per se del 1929, dove trattò in maniera marcata il tema della discriminazione del ruolo della donna. La sua vicinanza alle donne fu notevole, grazie anche alla sua partecipazione a diversi movimenti femminili.
L’anno successivo publicò la sua ultima opera, ancora più intrisa di questo suo stile moderno e innovativo. Virginia amava circondarsi di persone, ma le sue crisi depressive si fecero sempre più gravi soprattutto quando rimaneva sola, ricadendo in uno stato d’ansia imponente. Il 28 marzo del 1941, all’età di cinquantanove anni, si riempì le tasche di sassi e si gettò nel fiume Ouse, lasciando al marito Leonardo una lettera, dove descrive i momenti peggiori della sua sofferenza e delle voci che si ripetevano nella sua mente.
Curiosità
- Tra le sue passioni, da bambina, coltivò anche quella per il Cricket: fu una giocatrice formidabile;
- Odiava essere fotografata e dichiarò apertamente anche di avere paura dei rapporti sessuali;
- Il picco della depressione, veniva raggiunto nel momento in cui terminava di scrivere un libro.