Numeri preoccupanti arrivano dall’ospedale Sant’Andrea di Roma, che ha analizzato i casi di violenze sui minori registrati dal 2020 a oggi. L’età media delle vittime è di 11 anni, e nel 58% dei casi si tratta di bambine. La violenza più diffusa è quella fisica, ma non mancano episodi di violenza assistita, cioè quando i bambini assistono ai maltrattamenti in famiglia, soprattutto ai danni delle madri.
Crescono anche gli abusi sessuali, pari al 14% dei casi segnalati, mentre gli episodi di bullismo e violenza verbale, pur meno numerosi, destano comunque allarme. I medici parlano di un fenomeno in aumento, aggravato dal lockdown e dalle difficoltà sociali degli ultimi anni. In oltre il 70% dei casi, l’aggressore è proprio un genitore, e spesso le violenze avvengono in casa davanti ad altri familiari.
Le conseguenze possono essere devastanti: disturbi d’ansia, depressione, autolesionismo e difficoltà a costruire relazioni sane. Il Sant’Andrea invita a potenziare il lavoro congiunto di scuole, sanità e servizi sociali per proteggere i minori e prevenire nuove violenze. Giovedì 9 ottobre si terrà un corso di aggiornamento alla Sapienza, con magistrati, accademici e forze dell’ordine per affrontare il tema.