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Vincent Van Gogh: Vita, genio e follia (VIDEO)

Vincent Van Gogh: Vita, genio e follia (VIDEO)

Vincent Van Gogh

Il personaggio del giorno: Vincent Van Gogh

Vincent Willem Van Gogh nacque a Zundert, in Olanda, il 30 marzo del 1853. Pittore, autore di circa novecento opere e più di mille disegni, rappresenta una delle figure artistiche più influenti dell’Ottocento: un genio incompreso, e forse in vita, anche disprezzato.

Primogenito di un pastore protestante, sviluppò un’indole molto inquieta e sensibile. Iniziò a disegnare da bambino e nonostante le critiche del padre, che usava impartirgli un’educazione molto severa, continuò a sviluppare la sua predisposizione artistica. Lavorò per un breve tempo in una ditta di mercanti d’arte, ma avvertendo anche una forte vocazione religiosa, decise di studiare teologia e di frequentare una scuola di evangelizzazione.

I primi disegni ufficiali, vennero realizzati quando, all’età di venticinque anni, fu inviato a predicare in Belgio. Due anni dopo invece, grazie al supporto finanziario del fratello Theo, che anche in futuro sarà un vero e proprio punto di riferimento affettivo, cominciò a definire le sue doti studiando pittura. Le sue opere d’esordio, sono da ricondurre ad una corrente realista: caratterizzate da colori cupi e da una forte partecipazione emotiva, rappresentano nature morte, scene di villaggio, contadini e tessitori.

Una volta trasferitosi a Parigi dal fratello, Van Gogh, ebbe modo di apprezzare anche l’impressionismo, cambiando totalmente tecnica e uso di colori, che al contrario delle opere d’esordio intrattenevano luci, visioni brillanti dai toni chiari, stesi su tela con pennellate allungate. Ad Arles, Provenza, regno della quiete, raggiunse Paul Gauguin, con il quale per un periodo dipinse a stretto contatto.

Un giorno però, un violento scontro tra i due, Gauguin se ne andò e Van Gogh, scosso nella sua più profonda sensibilità, fu colpito da una serie di crisi nervose, che si manifestarono con una certa frequenza. Da qui, la storia che tutti sanno: si tagliò un orecchio, avvolse il lobo in un pezzo di carta e o consegnò ad una prostituta di nome Rachel, stando ad alcune fonti.

Il suo unico grande conforto oltre l’arte, rimaneva il fratello Theo. Anche durante i ricoveri e nonostante i numerosi problemi di salute, continuò a dipingere, raggiungendo colori sempre più intensi, pennellate più dinamiche, ma soprattutto una vera distorsione delle forme.

Nell’estate del 1890, dopo aver completato le sue opere più celebri, si sparò al petto. Morì il 29 luglio del 1890, a soli 37 anni.

Curiosità

  • Per dipingere di notte e rischiarare tela e tavolozza, Van Gogh usava indossare un cappello di paglia con delle candele accese. Sì dice che lavorasse in alcuni caffè con questo inusuale accessorio e che le candele fossero incastrate nella testa o fissate con alcune mollette; - Focus
  • Secondo gli storici Hans Kaufmann e Rita Wildegans, sarebbe stato Gauguin, esperto schermitore, a mozzare il lobo, e non l’orecchio intero, durante una delle frequenti liti, per motivi di vendetta. Van Gogh avrebbe poi raccontato di aver compiuto il gesto in autonomia per coprire “l’amico” e convincerlo a restare a vivere con lui;
  • La “notte stellata” fu dipinto dalla finestra dell’ospedale in cui era ricoverato.