Villa Pamphilj, sospesi gli abbattimenti dei pini: l'intervento della Soprintendenza
Ospite in collegamento: Avv. Francesca Curatola, consigliere di "Italia Nostra"Mai come negli ultimi anni la questione delle alberature storiche di Roma è al centro del dibattito pubblico (e politico). Da una parte la necessità di garantire sicurezza, anche in relazione alle drammatiche vicende avvenute tra il 2023 e il 2024, dall'altra l'esigenza di tutelare un patrimonio inestimabile pari a nessuna altra città italiana.
L'ultima vicenda al centro delle polemiche vede protagonista Villa Pamphilj, dove era previsto l'abbattimento di 43 pini: la Soprintendenza ha chiesto al Comune di aspettare l'esisto dei trattamenti contro la cocciniglia tartaruga prima di procedere al taglio. Quella che molti hanno chiamato “strage di pini”, dunque, va riconsiderata. Ma partiamo dall'inizio: come molti altri esemplari presenti nella nostra città, questi alberi erano stati colpiti dalla cocciniglia tartaruga e, per questo, l’amministrazione era pronta a farli abbattere. L’intenzione del Comune era però di prevedere quasi immediatamente nuove piantumazioni, con l’idea di metterne a dimora 160.
L'intervento delle associazioni
La decisione del Campidoglio, però, non è piaciuta ai cittadini che hanno deciso di "impugnarla" raccogliendo circa 700 euro per pagare una perizia agronomica. Risultato: solo una minima parte dei pini da tagliare ha subito danni irreversibili. E dunque, l'abbattimento non è necessario.
"Italia Nostra esprime vivo apprezzamento alla Soprintendente Porro e ai suoi Uffici per aver ascoltato l’Appello della Sezione romana dell’Associazione e del combattivo Comitato TAM per gli ennesimi abbattimenti di alberature storiche di Roma - scrivono da Italia Nostra -; va sottolineato che si è dovuto ricorrere all’estremo strumento della diffida rivolta all’Amministrazione comunale, evidenziando che troppo spesso si abbattono pini pur se precedentemente curati con endoterapia contro il parassita che da anni fa strage di questi alberi".
La speranza di Italia Nostra è che gli abbattimenti di grandi alberi vengano d’ora in poi preannunciati con ampio margine di tempo, motivati con perizie esposte e leggibili dalla cittadinanza, ma soprattutto che le stesse perizie siano corredate da prove di stabilità e dettagliate analisi delle possibili cure che possano evitare l’abbattimento.
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