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Il mistero di Villa Pamphilj: chi erano Andromeda e la donna ritrovata morta accanto a lei (VIDEO)

Il mistero di Villa Pamphilj: chi erano Andromeda e la donna ritrovata morta accanto a lei (VIDEO)

VILLA PAMPHILI

Il mistero di Villa Pamphilj: chi erano Andromeda e la donna ritrovata morta accanto a lei

Ospite in collegamento: Michela Anniballi, "Roma Daily News"

Era nata da pochi mesi a La Valletta, Malta, la bambina trovata morta nei pressi di Villa Pamphilj, a Roma, accanto al corpo senza vita di quella che si ritiene essere sua madre. Si chiamava Andromeda, un nome che richiama il mito e che oggi diventa il simbolo di una vicenda oscura e ancora irrisolta.

Secondo l’uomo che si è presentato come suo padre – ora fermato in Grecia e principale sospettato del duplice omicidio – la piccola sarebbe nata durante il soggiorno della coppia a Malta. Tuttavia, negli ospedali maltesi non esiste alcuna documentazione della nascita, il che lascia pensare a un parto avvenuto in casa, forse per evitare registrazioni ufficiali.

La scena del ritrovamento ha scioccato gli investigatori: i due corpi, chiusi in sacchi della spazzatura, giacevano da giorni tra i cespugli della villa romana. La bambina potrebbe essere stata uccisa per strangolamento.

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Roma, auto finisce sulla scalinata di Trinità dei Monti: 81enne denunciato

Ha perso il controllo dell’auto nel cuore della notte, finendo con una Mercedes Classe A sulla storica scalinata di Trinità dei Monti, a Roma. È accaduto intorno alle 4:30 tra lunedì 16 e martedì 17 giugno, quando un uomo di 81 anni, per cause ancora in fase di accertamento, ha imboccato con la propria vettura l’accesso da piazza della Trinità dei Monti, proseguendo per diversi metri sui gradini del celebre monumento barocco.

L’auto si è bloccata a metà scalinata e il conducente è stato immediatamente raggiunto da una pattuglia della Polizia Locale del I Gruppo Centro. Gli agenti lo hanno fatto scendere dal veicolo, in attesa del personale sanitario del 118. Nonostante lo spavento, l’uomo non ha riportato ferite e non è stato necessario il ricovero. Sottoposto a test alcolemici, è risultato negativo, ma al termine degli accertamenti è comunque scattata una denuncia per danneggiamento e violazione delle norme sulla tutela del patrimonio.

Maturità 2025, le tracce della prima prova tra Pasolini, Borsellino e social media

Oggi, mercoledì 18 giugno, oltre mezzo milione di studenti italiani ha affrontato la prima prova scritta della Maturità 2025. Il tradizionale tema d’italiano ha segnato l’avvio ufficiale dell’esame di Stato, con sette tracce proposte dal Ministero dell’Istruzione, articolate nelle consuete tre tipologie: analisi del testo, testo argomentativo e tema di attualità.

Per la tipologia A, dedicata all’analisi del testo, i candidati si sono trovati davanti due proposte dal forte peso letterario. La prima è una poesia di Pier Paolo Pasolini, tratta dai “Diari” del ’43-’44, un testo intimo e riflessivo; la seconda è invece un estratto dal romanzo “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, autore raramente presente negli esami di Stato, ma di grandissimo rilievo nel panorama della letteratura italiana del Novecento.

La tipologia B, quella del testo argomentativo, ha invece spaziato tra temi storici, etici e ambientali. Una traccia proponeva un’analisi del contesto storico e sociale degli anni Trenta, a partire da un brano dello storico britannico Piers Brendon. Un’altra partiva da un testo di Riccardo Maccioni sul concetto di “Rispetto”, proclamato parola dell’anno 2024 dalla Treccani. La terza, a firma del filosofo della scienza Telmo Pievani, affrontava in modo provocatorio il ruolo dell’uomo nell’attuale crisi ambientale, in un passaggio intitolato “Un quarto d’era di celebrità”.

Per i maturandi più orientati all’attualità e all’educazione civica, la tipologia C ha offerto due spunti molto forti. Uno è tratto da un discorso del giudice Paolo Borsellino, scritto per i giovani pochi mesi prima della sua morte nel 1992, che rifletteva sul valore della legalità come fondamento della speranza. L’altro era un testo firmato dalle giornaliste Chiara Lalli e Anna Meldolesi sul ruolo dell’indignazione nei social network: una riflessione sull’efficacia – o i limiti – delle emozioni digitali nella vita pubblica e politica.

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