Viaggiare nel tempo è possibile grazie ai luoghi e alle storie di cui la Capitale si nutre. Tra questi, torna accessibile alla collettività, dopo più di cinque anni di chiusura, un luogo che rappresenta un pezzo di storia: si tratta del rifugio antiaereo della famiglia Savoia di Villa Ada, un bunker riaperto grazie alla sinergia tra Amministrazione e cittadinanza attiva.
Alla cerimonia di riapertura, che si è tenuta questa mattina a Villa Ada, hanno partecipato il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, l’assessora capitolina all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti Sabrina Alfonsi, la presidente del Municipio Roma II, Francesca Del Bello e la direttrice della Direzione Patrimonio Artistico delle Ville Storiche, Federica Pirani. Tra gli altri, presente anche l’ambasciatore egiziano in Italia, Bassam Rady, e gruppi di scuole romane che hanno donato al sindaco un libricino realizzato dai bambini.
''Siamo contenti di essere riusciti a riaprire anche quest'altro sito così interessante – ha detto sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, a margine della cerimonia di apertura al pubblico del Bunker Villa Ada Savoia -. All'interno il bunker è perfettamente conservato, u bunker dove il re e la regina potevano andare a rifugiarsi in caso di bombardamenti. Fortunatamente poi la guerra è finita: è una pagina tragica della nostra storia, ma molto interessante da vedere. Siamo sicuri che diventerà un luogo molto visitato; è possibile prenotarsi con l'associazione Roma Sotterranea con cui abbiamo un patto di collaborazione.''
Gli interventi sul verde non sono mancati. Ai microfoni di Radio Roma interviene anche l’Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale Sabrina Alfonsi, che ha dichiarato: “Siamo in una villa che per Roma, per tutta la città non solo per chi vive in questo quadrante, è un luogo simbolico e oggi restituiamo alla città un edificio storico. Anche per il Bunker abbiamo scelto di gestirlo attraverso un patto di collaborazione, nella convinzione che sia uno strumento efficace di cooperazione tra l’amministrazione e le realtà associative, ispirato ai principi di sussidiarietà orizzontale. Sarà proprio la cittadinanza attiva a promuovere la scoperta di questo bene comune, accessibile in totale sicurezza all’interno di un’area completamente riqualificata. Questi lavori sono solo una parte degli interventi previsti per la valorizzazione di questa villa storica: su questo parco infatti abbiamo investito molte risorse, nella convinzione che possa tornare all’antico splendore, con un patrimonio vegetazionale più sano, con nuove funzioni negli edifici e nuovi spazi di fruizione pubblica” dichiara Sabrina Alfonsi.
L’intervento fa parte di una riqualificazione di Villa Ada che “è stata portata avanti con l'enorme investimento di 14 milioni di euro grazie al Pnrr. La villa versava in pessime condizioni, ma è stata recuperata con dei meccanismi di gestione naturale del rischio idrogeologico, delle piogge, degli smottamenti; sono stati fatti tantissimi lavori naturalistici e importanti come la piantumazione di molti alberi'', termina Gualtieri.






Il racconto del Bunker
Quale miglior modo di vedere con i propri occhi una storia che è passata, ma quanto mai attuale. Pace e non guerra: il bunker è uno tra i luoghi da cu partire per affrontare l’argomento.
Il racconto della storia del bunker è affidato all’associazione Roma Sotterranea, il cui lavoro di divulgazione e valorizzazione è formalizzato nel patto di collaborazione sottoscritto lo scorso ottobre. Grazie ai patti di collaborazione, si potrà partecipare a visite guidate, ma non solo: si organizzeranno eventi e attività artistiche che renderanno questo luogo un polo turistico e culturale di riferimento per chiunque passi per Villa Ada.
Il rifugio antiaereo, realizzato fra il novembre 1942 e il giugno 1943, venne edificato in pochissimo tempo, quando si temevano concretamente le incursioni aeree sulla Capitale. Era adibito ad uso esclusivo della famiglia Reale ed era stato edificato in direzione nord rispetto alla Palazzina Reale, ad una distanza di circa 350 metri in linea d'aria.
La struttura, che si sviluppa totalmente in sotterraneo per più di 200 m2, ha una forma circolare ed è composta da sette ambienti: due stanze principali, due bagni, un’anticamera e due ambienti di servizio.
In più, una chicca, ce l’ha racconta Michele Concas di Roma Sotterranea. “Il bunker è stato costruito molto velocemente, in sette mesi, e si trova al di sotto di una collina in modo da proteggere da eventuali bombardamenti. È un bunker carrabile, quindi il re e la sua famiglia con gli autisti dentro la Fiat Torpedo 2008 si recavano dalla residenza sino al bunker, poi venivano chiuse le porte e lì restavano nel salottino reale ad aspettare il termine del lancio delle bombe da parte dell’aviazione”.
Non solo turismo
Lo scorso 27 ottobre è stato firmato il patto di collaborazione tra il Dipartimento e le associazioni Roma Sotterranea e ASD Giochi di strada, che comprende:
- Organizzazione di visite guidate, eventi e attività artistiche, creando un polo culturale e turistico d’interesse per i fruitori della villa;
- Coinvolgimento di compagnie teatrali;
- Iniziative laboratoriali;
- Percorsi di trekking, corsi di ginnastica all’aperto.
