Qual è il confine tra il diritto dei giovani ad avere spazi di aggregazione e la necessità di una corretta regolamentazione delle aree pubbliche per evitare abbandono, degrado e mala movida? Un'area situata tra via Gela e via Adria, nel settimo municipio di Roma, può essere presa come caso di scuola.
Originariamente nasce come progetto del pup, il piano urbano parcheggi. In cambio della edificazione di parcheggi sotterranei, avrebbe dovuto essere costruita una piscina. I parcheggi sono stati costruiti, la piscina non si è mai vista. C'è stato un cambio di destinazione d'uso e avrebbe dovuto nascere uno spazio pubblico destinato a bambini, giovani e anziani.
Ad oggi in questo spazio il degrado e la sporcizia sono evidenti e c'è chi definisce questo luogo come terra di nessuno. Il consigliere del settimo municipio Cristina De Simone ha spesso sollevato nelle sedi istituzionali la questione.
Il nodo fondamentale è che questa area non risulta mai essere stata acquisita dal comune di Roma e dal settimo municipio, che si limita ad autorizzare periodicamente eventi organizzati da associazioni studentesche. La consigliera De Simone chiede che Roma Capitale acquisisca l'area.
Gli spazi pubblici sono di tutti e la migliore soluzione sul loro utilizzo è sempre quella che riesce ad accontentare e contemperare le molteplici esigenze di tutti i cittadini di diverse età e condizioni.