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“Un’estate al mare”: equilibrio e benessere in vacanza - con Danyla De Vincentiis (VIDEO)

“Un’estate al mare”: equilibrio e benessere in vacanza - con Danyla De Vincentiis (VIDEO)

Estate

Un’estate al mare, voglia di remare…” cantava Giuni Russo. Bastano poche note per evocare immagini vivide: onde che si infrangono, pelle baciata dal sole, risate, viaggi e la bellezza dei tramonti in spiaggia. Ma… è davvero così per tutti?
E, soprattutto: quanto abbiamo bisogno, davvero, di un’estate leggera?

Spoiler: non basta spegnere aprire l’ombrellone per accendere la leggerezza.

Lo la dottoressa Danyla De Vincentiis, psicologa e parent coach, che ci riporta con delicatezza alla realtà:

Sicuramente siamo stanchi, si vede in ogni piccola situazione che andiamo a vivere. È tutto molto pesante, il caldo di questi giorni non ci aiuta […] e quindi la mente vola e va verso l’ideale della propria vacanza. Una vacanza senza responsabilità, una vacanza leggera, una vacanza solo di svago. Questo sarebbe auspicabile, però purtroppo, anche nella migliore delle ipotesi, nella nostra vacanza, ci sono comunque delle responsabilità, che possono essere quelle legate alla famiglia, o ai figli o alla società […]”.

Già. L’idea che basti prenotare una vacanza per sentirsi bene è un’illusione. La leggerezza non si trova sotto la sabbia, si costruisce. Con pazienza. Con lucidità. E per alcuni, paradossalmente, l’estate può diventare una fonte inaspettata di stress.

Ci sono diversi fattori - continua la psicologa - rispetto allo stress da vacanza. Il primo è il fatto che, nel momento in cui stacco da lavoro e quindi ho i miei impegni lavorativi, che mi tengono acceso dal punto di vista cognitivo-esecutivo otto/dieci ore al giorno e non ho più cosa fare, automaticamente entro in uno stato di confusione; devo riorganizzarmi la giornata o le giornate […]. Spesso accade che dal momento in cui smetto di lavorare, al momento in cui entro in ferie, ci sono due/tre giorni di assestamento. Sicuramente se questa situazione non è gestita in maniera corretta, può portare ad uno stress, a una noia, ad un sapere cosa fare, ad un’apatia, ad una forma di non interesse […] tutto diventa superficiale e addirittura, non si vede l’ora di tornare a lavoro […]”.

E proprio mentre cerchiamo di rilassarci, ecco che spunta l’arma più subdola dell’estate moderna: i social. Scrolliamo tra sorrisi al tramonto, cocktail tropicali, corpi scolpiti su sabbie bianche. E inevitabilmente ci sentiamo fuori posto.
Tu sei in coda in autostrada, o sbragato sul divano col ventilatore puntato in faccia. Gli altri, invece, sembrano vivere in un catalogo da sogno. Ma non è tutto come sembra.

Ricordatevi che è un’immagine - esclama la dottoressa - nel senso che quelle persone che vivono quella cosa in quel momento, non è detto che non hanno problemi, non hanno pensieri, non hanno responsabilità. Non è così! […]”.

E allora che fare? Rinunciare alla vacanza? No. Ma forse vale la pena cambiare sguardo. Perché non serve volare dall’altra parte del mondo per sentirsi in pace. A volte basta un bagno in una piscina gonfiabile. Una fetta d’anguria mangiata con le mani. Una canzone ascoltata con gli occhi chiusi, al tramonto. Le piccole gioie sono lì. Aspettano solo che le notiamo.

La vera estate non è da mostrare, ma da vivere.

E se ti stai ancora chiedendo come vivere al meglio la tua estate, la risposta è più semplice di quanto immagini.

Secondo me - dice in conclusione la parent coach - non c’è il consiglio. Secondo me dobbiamo vivere esattamente quello che ci sentiamo, ovvero: vogliamo prendere l’estate come uno spunto di riflessione su certe tematiche, per poter impostare un buon lavoro da settembre? Ben venga. Vogliamo leggerci un libro? Ben venga. Vogliamo invece provare a toglierci tutti i nostri pensieri e provare il più possibile ad avere la mente aperta, libera, ad abbracciare a trecentosessanta gradi quello che è il nostro relax? Ben venga. […] fate quello che vi fa stare bene!”.